Islanda


Artista: Hatari

Brano: Hatrið mun sigra (L’odio prevarrà)

Lingua: islandese

Musica: Einar Hrafn Stefánsson, Klemens Nikulásson Hannigan, Matthías Tryggvi Haraldsson

Testo: Einar Hrafn Stefánsson, Klemens Nikulásson Hannigan, Matthías Tryggvi Haraldsson

Gli Hatari sono una BDSM band nata nel 2015 e composta da Klemens HanniganMatthías Tryggvi Haraldson con il batterista mascherato Einar Stéfansson. Nominata “Best Live Band” all’Icelandic Airwaves, festival di musica hard rock, farà molto parlare di sé.

Matthías Tryggvi Haraldsson è un giornalista e scrittore. Si è diplomato presso l’Accademia d’arte islandese come artista teatrale ed è drammaturgo.

Klemens Hannigan è un musicista, ebanista e designer, attualmente studia belle arti presso l’Accademia d’Arte islandese.

Einar Hrafn Stefánsson è un musicista, produttore e tecnico del suono che ha suonato con una varietà di band islandesi in passato.

Hatari è un progetto politico e multimediale che mira a scoperchiare la truffa implacabile e in evoluzione che è la vita di tutti i giorni. Non possiamo cambiare le cose, ma possiamo svelare l’anomia della società neoliberista, l’inutilità di ogni minuto trascorso nella futile razza e il prezzo basso per cui l’uomo si vende sempre più sfacciatamente. Possiamo urlare contro la nostra impotenza, urlare alla nostra sonnolenza collettiva attraverso la routine e implorare il nostro pubblico di unirsi, spalla a spalla, e ballare. Danzare, in pratica, o morire. Hatari rappresenta una riflessione ponderata sulla speranza e la disperazione, il potere e la repressione, l’immagine, l’individualismo, il dispotismo, esponendo le contraddizioni che sorgono quando tutti sono incorporati nello stesso sistema e lottano per combatterlo. Siamo Hatari. Siamo tutti Hatari.


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