Questa sera ci sarà l’evento più atteso per la musica italiana, ossia la proclamazione del vincitore del Festival di Sanremo giunto ormai alla sua sessantanovesima edizione. Siamo andati in giro per le vie attigue al famosissimo teatro Ariston intervistando gente comune. Quanto è noto l’Eurovision Song Contest alla gente qui presente? Le risposte ed il feedback che abbiamo ricevuto sono state una vera (positiva) sorpresa

Il risultato che ne emerso è stato decisamente interessante e lascia spazio a molti spunti di riflessione, con una certezza: l’Eurovision inizia davvero ad essere noto al pubblico nostrano. Dovendo stilare una media delle risposte ricevute, dal momento che quelle sintetizzate nel video che segue ne rappresentano solo la parte più significativa, possiamo ricondurre il grado conoscenza del contest europeo pari al 60% delle persone incontrate, secondo un campione eterogeneo che ha tenuto conto, in particolar modo, dell’età anagrafica degli intervistati.

Il dato è molto incoraggiante, considerando tutti i fattori noti agli esperti del settore che ne hanno causato il suo disinteresse, tra cui l’assenza alla sua partecipazione da parte dell’Italia per lunghi anni.

Ciononostante l’Eurovision risulta essere noto e, soprattutto, è stato seguito, quantomeno nelle recentissime edizioni. Il motivo principale dell’avvicinamento a questa manifestazione è il seguito dei fan del singolo rappresentante, estendendo poi però il favore e l’apprezzamento a tutto il concorso.

La differenza tra il Festival di Sanremo e l’Eurovision Song Contest passa attraverso i singoli contenuti. Una gara più dinamica, fluida, appassionerebbe di più il telespettatore, secondo il concetto espresso da una giovane ragazza intervistata.

Interessante contribuito espresso anche da un turista bolognese, il quale si è dichiarato sostenitore delle lingue nazionali per quel che concerne l’idioma con cui presentare al vasto pubblico il brano di ogni singolo Paese. Il rischio della mancata comprensione del messaggio che la canzone vuole evidenziare è superato, secondo l’intervistato in questione, dalla bellezza della lingua autoctona, uno dei valori che rende l’Eurovision “una Torre di Babele positiva”. Il basarsi solo su una lingua causerebbe, secondo l’intervistato, un appiattimento.

Di seguito il contributo video:

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