Si è conclusa da poco la selezione nazionale islandese, denominata Söngvakeppnin e trasmessa dalla tv nazionale RÚV, che ha visto trionfare la synth-rock band degli Hatari con il brano in lingua Hatrið mun sigra (L’odio prevarrà). La loro performance e il loro brano, che ha fatto molto discutere, è di impatto e rappresenta la debolezza del genere umano, con tutte le sue contraddizioni.

La serata è stata davvero piacevole, ha visto l’esibizione di cinque finalisti secondo il seguente ordine i quali, rispetto alle semifinali in cui hanno presentato i brani nella propria madrelingua (obbligatorio da regolamento), questa sera si sono esibiti con la versione definitiva (alcuni, come usuale, in lingua inglese) che, in caso di vittoria, avrebbero presentato a Tel Aviv:

  1. Friðrik Ómar con la canzone Hvað ef ég get ekki elskað?
  2. Kristina Skoubo Bærendsen con la canzone Mama said (titolo in lingua Ég á mig sjálf)
  3. Tara Mobee con la canzone Fighting for love (titolo in lingua Betri án þín)
  4. Hera Björk con la canzone Moving on (titolo in lingua Eitt Andartak)
  5. Gli Hatari con la canzone Hatrið Mun Sigra

Friðrik Ómar era già noto al pubblico eurovisivo in quanto, come membro del gruppo Euroband, partecipò all’edizione dell’Eurovision del 2008 con la canzone This Is My Life mentre, unitamente a Hera Björk, altra finalista odierna, fu corista nel 2009 al fianco di Yohanna (che conquistò uno storico secondo posto con la bella ballata Is it true e che questa sera è stata graditissima ospite); la Bjork ha anche rappresentato l’Islanda nel 2010 con Je ne sais quoi.

La serata ha visto anche l’esibizione di Ari Ólafsson, rappresentante islandese dell’anno scorso con la canzone Our Choice, che ha omaggiato l’Italia offrendo al pubblico una grandissima performance di Grande Amore, il brano dei nostri ragazzi de Il Volo che già tempo addietro Ari non nascose di amare fortemente; presente anche Eleni Foureira, rappresentante di Cipro dello scorso anno con la nota Fuego, che ha ripresentato in un medley con altri suoi successi in un’esibizione, come sempre, di effetto.

Il vincitore, il trio degli Hatari, è stato scelto questa sera da una votazione scandita in due fasi: una prima, in cui una giuria di qualità e il televoto hanno individuato due superfinalisti, loro e Friðrik Ómar ed una successiva in cui i due si sono sottoposti al giudizio del solo televoto.

Gli Hatari sono una BDSM band nata nel 2017 e composta da Klemens Hannigan, Matthías Tryggvi Haraldson e Einar Stéfansson. Nominata “Best Live Band” all’Icelandic Airwaves, festival di musica hard rock, farà molto parlare di sé.

L’Islanda si esibirà nella Prima Semifinale di martedì 14 maggio. Ascoltiamo, quindi il brano vincitore:

Alcune curiosità su quella che è una delle selezioni nazionali più interessanti se vista, in particolare, da uno spettatore italiano, attesa la diversità culturale del lontano Paese nordico in questione che lo rende quanto mai affascinante: l’Islanda fece il suo debutto all’Eurovision Song Contest nel 1986 e non ha mai vinto. Ha collezionato però per ben due volte il secondo posto, nel 1999 con Selma (All Out Of Luck) e dieci anni dopo, come indicato in precedenza, con Yohanna. L’Eurovision è un programma fortemente seguito e amatissimo, nel 2016 l’Islanda è stato addirittura il Paese che ha registrato la quota di visualizzazioni più ampia di tutti i 42 paesi partecipanti, con un incredibile 95,3% della popolazione nazionale incollata alla TV a guardare la finale.

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