Abbiamo avuto il piacere oggi, se non l’onore, di incontrare in un’intervista Sergey Lazarev, rappresentante  della Russia all’Eurovision Song Contest 2019, con il brano Scream. Lo stesso si è dimostrato una persona gentilissima e alla mano, cosa non consueta per un cantante del suo calibro e della sua importanza. E ci ha sorpresi subito… cantando in italiano!

È stato lo stesso Sergey a dare il “la” all’intervista, o per meglio dire il “Sol…e mio”, intonando egregiamente il noto brano della cultura musicale italiana, evidentemente internazionale…da ascoltare, assolutamente, nel video che proponiamo integralmente in coda a questo articolo. Nella chiacchierata, decisamente informale, gli abbiamo rivolto alcune domande sintetizzate qui di seguito.

Egli rappresenta il proprio Paese con un brano che parla di un’emozione molto intensa e della necessità di esprimerla in musica: nella vita, spiega, alle volte è necessario gridare per scaricare ogni paura, ogni rimpianto che è dentro di noi, in modo tale da relegare questi sentimenti al passato e riuscire a guardare avanti; altre volte abbiamo invece bisogno di gridare per purificarci e per liberare la mente. La canzone, continua, ha un carico emotivo particolarmente forte, un significato molto preciso che tocca da vicino ciascuno di noi.

Egli stesso ha gridato nel corso della sua vita, lo fa continuamente, per scaricare felicità, o tristezza, o rabbia. O per liberarsi di qualche rimpianto. Alle volte c’è davvero bisogno di farlo, non bisogna mai tenersi tutto dentro.

Abbiamo quindi ricordato che lo stesso è alla seconda presenza all’Eurovision Song Contest, e tutti ricorderemo il suo grandioso pezzo You are the only one con cui rappresentò sempre la Russia nel recente 2016. Questa esperienza gli ha portato qualche insegnamento? Ed ha risposto con massima sincerità ed umiltà.

Per prima cosa ha imparato che bisogna concentrarsi sulla propria performance e non sulla posizione che si conquisterà in classifica. Il proprio lavoro deve essere quello di esprimere la migliore performance possibile, dopodiché la giuria farà il suo. Egli desidera quindi che il proprio Paese sia orgoglioso di lui e che i russi facciano il tifo per lui, sperando nel televoto per ottenere lo stesso supporto dal pubblico che ha ricevuto nel 2016, anche se questa questa volta la canzone proposta è completamente diversa, una ballata dal grande impatto emotivo che spera di trasmettere appieno durante la performance sul palco.

La sua musica, gli abbiamo successivamente ricordato, è apprezzata a livello internazionale, e con i suoi tour ha toccato tanti posti nel mondo… ma non l’Italia! Sarebbe quindi il momento di venirci a trovare.

“Molto volentieri!”, ha risposto, con grande convinzione e passione. Gli piace molto l’Italia, l’ha visitata più volte anche se solo come turista. Una delle sue città preferite è Roma, dove ci sono tanti posti che è solito frequentare, ottimi ristoranti, musei… è stato anche a Milano e ci ha raccontato di un episodio. All’età di 13 anni è stato a Cremona per partecipare alla trasmissione Bravo Bravissimo, presentata da Mike Bongiorno sulle reti Mediaset, uno dei primi concorsi a cui ha preso parte.

Non potevamo quindi concludere senza chiedergli del nostro rappresentante di quest’anno, Mahmood. Al momento in cui scriviamo non l’ha ancora incontrato, ma crede sia un personaggio molto carismatico che canta molto bene e che ha una grande canzone. “Gli faccio i miei migliori auguri!”, ha concluso. E noi a te, Sergey, di vero cuore.

Spasibo, bolshoe.

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