Nel pomeriggio di ieri Eurofestival Italia è riuscita a raggiungere per un’intervista anche i rappresentanti sloveni, l’ormai nota “romantic couple” di questa edizione eurovisiva: Zala Kralj & Gašper Šantl, in gara nella Prima Semifinale.
Con Sebi i due presenteranno all’Europa un pezzo piuttosto inusuale per l’arena eurovisiva, una canzone d’atmosfera che di certo si ispira al sentimento che li lega, sulla cui natura non lesinano inoppugnabili evidenze neppure di fronte alla nostra telecamera, che immortala da una parte lo sguardo di lei languidamente assorto sul compagno e dall’altro il costante gesto di lui di trattenere il fianco dell’amata a sé.

La nostra intervista prende le mosse proprio dalla “diversità” della loro canzone, che rompe con una certa tradizione eurovisiva di proporre, da parte dei partecipanti, un genere musicale più “dance” e ballabile. Abbiamo dunque chiesto se ritengano che questa novità possa in qualche modo rappresentare una carta vincente, piuttosto che un handicap.

Ci ha risposto con prontezza Zala, precisando che il loro fine non è quello di convincere qualcuno che la loro canzone sia più adatta, o la migliore, per l’Eurovision: la loro aspirazione è semplicemente quella di proporre la propria musica a chi ancora non li conosce e desidera probabilmente ascoltare qualcosa di diverso dal solito, restando magari un loro ascoltatore fedele anche dopo la manifestazione.

A vederli di persona, siamo rimasti colpiti con ancora maggiore convinzione dall’impressione che trasmettevano già attraverso gli schermi, ovvero quella di un sentimento reciproco pulito e autentico. Da qui la seconda domanda: Che importanza ha, per loro, il tema dell’amore nella musica? Ha risposto questa volta Gasper, sottolineando quanto il loro rapporto sia fondamentale per la loro produzione artistica non solo perché su di esso si basa la loro canzone, ma anche perché all’interno del “circo” mediatico in cui sono oramai immersi esso rappresenta un punto fermo, potendo contare l’uno sull’altra anche e soprattutto nei momenti difficili.

Zala e Gasper canteranno in sloveno. Da cosa nasce questa scelta? Zala spiega che il motivo principale sia stata la bellezza della loro lingua. Sebi è inoltre stata scritta in sloveno, per cui una traduzione avrebbe potuto impoverire il suo significato originario. Tuttavia il prossimo mese, ci anticipa, Sebi uscirà anche in una versione inglese, per cui potremo tutti comprenderne meglio il testo. “Crediamo poi che alle persone piaccia anche sentire altre lingue“, aggiunge Gašper.

Per il futuro il duo ha il solo progetto di restare in Slovenia e, spiega Zala, fare cose che non debbano renderla apprezzabile agli occhi degli altri, ma permetterle di essere felice, tenendosi lontana dalla gente e da situazioni che possano non farla stare bene con se stessa. Gašper è sulla stessa linea: “Ritengo che non bisogna chiedersi cosa si voglia dalla vita ma cosa si possa fare in questo preciso istante per rendere la propria esistenza migliore. La cosa importante per me è la mia vita così com’è, e voglio viverla senza dover renderne conto a nessuno.” A proposito del futuro professionale, aggiunge infine che il suo desiderio più immediato sia che tutto termini al più presto, in modo da capire che tipo di riscontro riceveranno dai loro fan dopo Eurovision.

L’intervista è stata molto gradevole, la sensazione che si prova anche solo stando accanto a questi due ragazzi è assoluta serenità. Anche a telecamere spente abbiamo continuato a dialogare con entrambi, che con la loro estrema disponibilità e gentilezza ci hanno permesso di riflettere su alcuni concetti molto importanti.

Zala e Gašper non pensano al giudizio della gente, ma solo a stare bene con se stessi: è un principio eurovisivo cardine, quello dell’accettazione, la celebrazione della diversità come diritto di ciascuno ad essere autentico, senza doversi uniformare a modelli imposti dall’esterno. Allo stesso modo, l’apporto di un Paese alla manifestazione deve essere quello di rappresentare fedelmente la propria cultura, ed è questo quello che rende l’Eurovision Song Contest unico al mondo.

Hvala. (Grazie, in sloveno).

 

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