Mancano poche ore dalla finale dell’Eurovision Song Contest 2019 di questa sera e senza dubbio il nostro rappresentante Alessandro Mahmood sarà certamente protagonista nonché uno dei favoriti per la vittoria. Leggiamo, e ascoltiamo, cosa ha da dire, le sue sensazioni, le sue emozioni, il suo parere sull’Eurovision Song Contest e sulla sua performance eurovisiva di Soldi.

Avere la possibilità di incontrare i migliori cantanti del panorama musicale europeo e di chiacchierare con loro è sempre un grande onore, ma quando arriva il momento di intervistare il proprio portabandiera l’emozione raddoppia, non solo per spirito di patria ma anche perché l’attenzione e le aspettative di voi che ci seguite sono naturalmente amplificate. Quest’anno il vostro entusiasmo è poi particolarmente coinvolgente, poiché dietro al microfono parla Alessandro Mahmood, divenuto un beniamino del pubblico soprattutto per la spontaneità dimostrata in occasione della vittoria al Festival di Sanremo, quando la sua espressione incredula conquistò tutti, compresi gli antagonisti del Volo che sul palco lo presero simpaticamente a schiaffi per convincerlo che ciò che stava vivendo non fosse un sogno. Adesso che in virtù di quel giorno è approdato di diritto all’Eurovision, Alessandro ha dovuto per forza di cose prendere coscienza della sua splendida realtà: ci ha confermato infatti che Eurovision rappresenta un grosso impegno, che richiede il massimo delle proprie facoltà fisiche e mentali.

Alessandro è davvero concentratissimo, e non concede spazio nemmeno a un piccolo dubbio che umanamente potrebbe albergare nei pensieri di un cantante emergente in contesti così importanti: Soldi sarà la canzone giusta per questa gara? Oppure sarebbe stato più opportuno proporre un altro dei pezzi del suo album, che pure hanno un respiro internazionale che ben si sarebbe adattato alle tematiche e alle sonorità dell’ESC?

L’intervistato si dice convinto che tutte le sue canzoni avrebbero meritato questo palco, poiché scritte con la stessa passione, ma che Soldi è quella a cui per motivi autobiografici si sente intimamente più legato e che quindi desidera far conoscere, indipendentemente dal fatto che possa o meno avere delle possibilità di vittoria.

Soldi tratta in effetti un’esperienza molto forte a livello personale, anche se Alessandro rifiuta categoricamente di definire ciò che racconta un “trauma”; ci spiega invece di aver vissuto il divorzio dei suoi come una cosa che “può capitare a tutti” e di voler piuttosto evidenziare il modo in cui il denaro possa cambiare i rapporti all’interno di una famiglia.

Il tema è comunque molto delicato, e a renderlo ancora più toccante contribuisce certamente il suggestivo accompagnamento scenografico. In proposito Mahmood ha confermato l’impressione che i tre ballerini assumano sul palco le veci della figura paterna, contrapposta a lui bambino, mentre l’incrocio con lui e tutti i momenti topici della performance che lo vedono contrapporsi agli stessi hanno un significato solo coreografico.

Nella seconda parte dell’intervista abbiamo raccolto le opinioni di Alessandro in merito alla percezione dell’Eurovision in Italia, chiedendogli quali delle canzoni quest’anno in gara potrebbero riscuotere successo nel nostro paese e quali argomenti userebbe per promuovere l’ESC da noi.

Francia e Spagna propongono a suo dire le canzoni che probabilmente gli italiani apprezzeranno di più, con quella spagnola che anzi potrebbe addirittura diventare una hit estiva. Consiglia di seguire l’Eurovision poiché si tratta di uno spettacolo dall’organizzazione estremamente industriosa fondata sull’impiego di un impressionante numero di risorse umane e materiali e su un monumentale allestimento scenografico, un po’ come gli “Hunger Games”.

Un impegno gravoso come la partecipazione a una manifestazione tanto imponente è sicuramente fonte di stress, ma il nostro rappresentante non guarda alla finale come a una “liberazione”: afferma invece di essere grato a questa esperienza da tanti punti di vista, sia perché gli ha permesso di visitare Tel Aviv, città che non aveva mai visto, sia perché ha contribuito alla sua crescita professionale, permettendogli di migliorare l’inglese e di stringere contatti che potrebbero fruttare future collaborazioni, anche se per il momento pare che non abbia ricevuto né avanzato alcuna proposta di questo tipo.

Noi di Eurofestival Italia gli auguriamo di vivere ancora tante altre avventure importanti come questa, ma soprattutto di riuscire a dare il massimo questa sera!

Forza Alessandro, comunque vada grazie per le emozioni che ci stai regalando!

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