Fan, curiosi e addetti ai lavori conoscono certamente il premio non ufficiale intitolato “Barbara Dex Award“, che viene ogni anno assegnato al cantante che ha sfoggiato il peggior look sul palcoscenico dell’Eurovision. Il nome deriva dalla partecipante Barbara Deckx, nazionalità belga, che ha rappresentato il proprio paese nel 1993 con la canzone “Lemand als jij“, ma che è passata poi alla storia per il pessimo look con cui si presentò quell’anno, una palandrana in organza, con dettagli in stile educanda, ulteriormente avvilita da trasparenze del tutto fini a se stesse.

Da allora sono ormai passati diversi anni, durante i quali Barbara sembra però aver maturato un bel riscatto. Come riferito dal sito Eurovision.de, ha infatti aperto la sua prima boutique… Ma partiamo con ordine.

Tutto iniziò la sera della finale del lontano 1993, allorquando il commentatore televisivo Willem van Beusekom esclamò che, per le vesti in cui la cantante belga si era presentata, qualcuno avrebbe dovuto creare un premio in suo onore per il più brutto abito indossato. Detto, fatto: qualche tempo dopo una coppia di fan eurovisivi olandesi decise di raccogliere l’idea, dando origine al premio che, a partire dall’anno 1999, inizialmente fu assegnato in autonomia, per poi chiedere negli anni a venire l’aiuto del pubblico attraverso un sito aperto al voto di tutti i fan. Ebbene oggi, nella città belga di Mol, esattamente al confine con i Paesi Bassi, Barbara ha adesso aperto la sua propria boutique denominata “Babs“, che dal 27 settembre di quest’anno realizza il sogno che la cantante serbava nel cassetto sin da allora. Vista la concomitanza geografica con la prossima organizzazione eurovisiva, chissà che non si riesca a farle visita…

La ormai 45enne, già figlia d’arte, a dispetto delle numerose critiche ricevute per il look di quell’esibizione vanta un grande talento e studi specifici nel settore. In un’intervista rilasciata alla Gazet Van Antwerpen, con molta umiltà ha dichiarato che all’epoca, nonostante il vestito fosse stato ideato da lei, era ancora molto giovane (18 anni). Adesso ha fatto molta strada, nel frattempo il suo stile ha ricevuto molti riconoscimenti ed era quindi giunto il momento di aprire un negozio di moda femminile.

Giustizia quindi è stata fatta, se di giustizia possiamo simpaticamente parlare: se non è più stato possibile nel corso degli anni, nonostante altri tentativi di partecipazione, riscattare l’ultimo posto raggiunto con il brano in gara, sicuramente quell’outfit ora sarà un lontano ricordo. Chissà che qualche cantante non possa rivolgersi in futuro proprio al suo atelier, per il look da sfoggiare all’Eurovision. Questa volta con orgoglio.

Foto credits: Gazet Van Antwerpen, Youtube

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