Mancano ormai meno di tre mesi all’evento dell’anno, il Grand Final del prossimo 16 maggio di Rotterdam, e la macchina organizzativa dello show musicale più grande al mondo si arricchisce giorno dopo giorno di dettagli.

© Eurovision.tv

È un’edizione speciale questa, celebrativa dei 65 anni dell’Eurovision Song Contest, piena di stelle eurovisive del passato per celebrare non soltanto la musica e la diversità, ma anche per costruire un ponte che connetta tra loro le diverse generazioni.

Per tutti questi motivi è stato rivelato dagli organizzatori, ossia le tv nazionali NPO/NOS/AVROTROS ospitanti, che l’interval act della finale sarà arricchito dalla presenza di ben 7 vincitori del passato recente e meno recente, che si esibiranno in un medley senza tempo che passerà certamente alla storia, anche per noi italiani.

Infatti, sono stati svelati i nomi dei cantanti e tra questi c’è la nostra Gigliola Cinquetti che con “Non ho l’età” vinse l’Eurovision nel 1964, regalando all’Italia la prima vittoria di questo concorso, all’epoca denominato “Grand Prix Eurovision”. Assieme a Gigliola Cinquetti, sul palco dell’Ahoy Arena, nell’interval act, dopo le esibizioni dei cantanti in gara e mentre tutta l’Europa voterà mediante il televoto, ci saranno per i Paesi Bassi Lenny Kuhr (1969) che canterà “De Troubadour” e Getty Kaspers dei Teach-In’s (1975) con la nota “Ding-A-Dong”, quindi ovviamente Duncan Laurence. Vi saranno anche Sandra Kim (Belgio 1986) con J’aime La Vie”, Paul Harrington & Charlie McGettigan (Irlanda 1994) con “Rock ‘n’ Roll Kids” e Alexander Rybak con la sua “Fairytale” (Norvegia 2009).

Un esperimento simile lo abbiamo visto già lo scorso anno, sul palco di Tel Aviv, quando Conchita Wurst, Måns Zelmerlöw, Eleni Foureira e Verka Serduchka si sono esibiti scambiandosi i rispettivi successi eurovisivi, durante la finale, riscontrando un enorme successo di pubblico in termini di gradimento.

Non è tutto: nel corso dei tre live show (Prima, Seconda Semifinale e Finale) uno dei tre conduttori, Edsilia Rombley (che ha rappresentato i Paesi Bassi nel 1998 e nel 2007) diventerà una tassista… speciale, che accompagnerà per le strade di Rotterdam altri 4 vincitori degli anni passati, Ruslana (Ucraina 2004), Anne-Marie David (Lussemburgo 1973), Izhar Cohen (Israele 1978) e Niamh Kavanagh (Irlanda 1993). Come solitamente accade con un tassista, durante il tragitto si chiacchiera, e questa sarà una speciale occasione in cui gli artisti parleranno delle loro vittorie e di tante curiosità legate alla loro esperienza eurovisiva.

In realtà anche questo esperimento richiama il 2016, allorquando i due presentatori dell’edizione quell’anno ospitata da Stoccolma, Petra Mede e Måns Zelmerlöw, ingannarono degli “ignari” fan eurovisivi, accompagnandoli per le vie della città e chiacchierando dello show, salvo poi svelare la loro identità al termine della corsa con l’ovvio stupore dei “clienti”.

Questa sarà dunque un’edizione celebrativa in ogni senso, anche degli artisti e dei talenti della nazione ospitante: tra questi è stata rivelata la presenza e l’esibizione, durante l’apertura della Seconda Semifinale, di Redo (Redouan Aiit Chit), breakdancer di fama internazionale. Lo stesso, purtroppo, è nato con diverse malformazioni fisiche. Ha un braccio destro più corto, gli manca un’articolazione del gomito e ha un totale di 5 dita – 2 sulla mano destra e 3 sulla sinistra. Gli manca anche l’anca destra, ha la gamba destra più corta e cammina con l’aiuto di una protesi. Nonostante questi handicap, Redo non ha mai permesso alla sua situazione di influenzare negativamente la sua vita.

Gerben Bakker, a capo dello show dell’Eurovision Song Contest 2020, afferma:

Vorremmo mostrare il talento olandese in tutte le sue sfaccettature. L’enorme talento e la storia di Redo si adattano perfettamente all’inclusività e alla diversità del concorso di quest’anno e al tema Open Up!.

Redo, nonostante le oggettive difficoltà nell’imparare la tecnica della difficilissima dance, attraverso la creatività, la determinazione e l’incoraggiamento dei suoi amici è stato in grado di creare uno stile tutto suo ed è tuttora uno dei tanti esempi di volontà e caparbietà che dimostra, a chiunque abbia pensato alle disabilità come limitazioni, che tutto è possibile. Lo stesso, con grande familiarità alle competizioni internazionali e con diverse esibizioni effettuate di fronte a grandi folle, ha affermato che l’Eurovision costituisce un’opportunità e un “livello successivo” per la sua carriera.

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