Patricia Kaas, star della chanson e rappresentante della “douce France” all‘Eurovision Song Contest 2009 di Mosca, sta lavorando da mesi al suo nuovo album, il primo in quattro anni (il suo ultimo progetto discografico risale al novembre del 2016 ed era semplicemente intitolato “Patricia Kaas”). A Mosca si piazzò ottava con la canzone “Et s’il fallait le faire”, donando alla Francia il miglior piazzamento al Contest dopo alcuni risultati deludenti.

L’emergenza sanitaria mondiale ha rallentato la produzione del progetto, ma ha permesso all’artista di realizzare nuove canzoni maggiormente “radicate nella realtà”:

“In questi tempi difficili, voglio fare qualcos’altro, più radicato nella realtà. Dato che non suono nessuno strumento, compongo melodie con la mia voce, cantandole. Mi sembra che stia succedendo qualcosa di magnifico”.

La Kaas raramente appare nei media e la notizia del suo nuovo progetto musicale si deve al giornale russo Izvestia. L’artista ha un legame speciale con la Russia, dove è molto popolare e dove per anni si è esibita con numerosi concerti e tour sold-out.

La Kaas ha debuttato nel 1987 con il singolo “Mademoiselle chante le blues” che si è piazzato al numero sette della classifica francese; il singolo ha lanciato l’album di debutto della cantante di Forbach, “Mademoiselle chante…” arrivato al numero 2 in Francia e che ha raggiunto il disco di diamante per oltre un milione di copie vendute. Anche i suoi due successivi album, “Scéne de vie” (1990) e “Je te dis vous” (1993) hanno raggiunto il disco di diamante in Francia. L’artista, prodotta inizialmente da Didier Barbelivien (autore anche della entry francese del 1995, “Il me donne rendez-vous”) e successivamente da Jean Jacques Goldman, ha venduto più di diciassette milioni di dischi in tutto il mondo, raccogliendo consensi e successi in Germania, Belgio, Svizzera, Canada, Ucraina, Finlandia e, ovviamente, Russia.

La Kaas si sta preparando anche a una nuova tournée che dovrebbe iniziare nel gennaio del prossimo anno.

“Non parlo dei miei sentimenti sul palco, ma oggi non mi sento felice, anche se ho opportunità molto diverse. Sono completamente indipendente e posso permettermi molto. Ma non è felicità. Non ho famiglia, non ho figli. Si potrebbe dire che, nel nome di una carriera, ho sacrificato la mia vita personale.”

La cantante trae tuttavia la sua forza proprio dal legame privilegiato che la lega al pubblico da oltre 30 anni.

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