L’EBU ha annunciato oggi che i Paesi che parteciperanno allo Junior Eurovision Song Contest 2020 saranno 13. L’Italia, quest’anno, non sarà presente alla competizione.

Le nazioni in gara saranno: Armenia (ARMTV), Bielorussia (BTRC), Francia (FTV), Georgia (GPB), Kazakistan (Agenzia Khabar), Malta (PBS), Paesi Bassi (AVROTROS), Russia (RTR), Serbia (RTS), Spagna (RTVE), Ucraina (UA: PBC) e Polonia (TVP). A loro si unirà la Germania (ARD/ZDF/Kika) che gareggia per la prima volta.

Lo spettacolo, ospitato per il secondo anno consecutivo dall’emittente polacca TVP, assumerà una forma diversa quest’anno a causa della pandemia COVID-19: il 18° Junior Eurovision Song Contest sarà condotto in diretta da Varsavia in uno studio televisivo, nel rispetto delle misure di distanziamento sociale. Per tutelare la salute di tutti gli artisti e garantire che la competizione possa ancora svolgersi in modo equo e sicuro, tutte le canzoni in concorso saranno eseguite, invece, in uno studio in ogni paese partecipante.

Martin Österdahl, supervisore esecutivo del concorso, ha dichiarato:

“Le restrizioni sui viaggi e le questioni in corso relative alla pandemia di Covid-19 purtroppo non ci permettono di portare tutti gli artisti in Polonia per competere di persona allo Junior Eurovision Song Contest di quest’anno.
Siamo comunque determinati a far continuare lo spettacolo e che questa competizione, che si tiene ogni anno dal 2003, debba continuare. Nonostante i cambiamenti di quest’anno, tutti i giovani di talento scelti per rappresentare i loro paesi avranno ancora le stesse possibilità di brillare, e, come da tradizione, le famiglie di tutto il mondo potranno votare le loro canzoni preferite online”

Per garantire la continuità e l’equità della competizione, i membri EBU nei 13 paesi partecipanti hanno accettato di utilizzare una disposizione di palco e una configurazione tecnica simili per le prestazioni dei loro artisti.

Anche se i giovani cantanti non potranno incontrarsi di persona, le piattaforme digitali dello Junior Eurovision offriranno a tutti i partecipanti al concorso l’opportunità di condividere le proprie esperienze ed esibirsi insieme. Ci sarà anche la copertura dei preparativi nei loro paesi d’origine e la possibilità per i telespettatori a casa di interagire con i partecipanti.

Continua Martin Österdahl:

“Riunire le famiglie è una missione fondamentale dei media di servizio pubblico e nell’adeguare lo Junior Eurovision Song Contest ai tempi in cui viviamo attualmente, ci impegniamo a garantire che tutti i partecipanti quest’anno, dai giovani cantanti di tutta Europa al pubblico di a casa, possano godere di un’esperienza positiva e unificante.
Siamo grati a tutti i nostri colleghi di TVP per aver raccolto la sfida di affrontare un’ambiziosa produzione televisiva internazionale in diretta che viaggerà per il mondo”

Foto: © EBU

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