Giro di boa alla Wiener Stadthalle nel giorno che ha completato il quadro delle prime prove per la Seconda Semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026. Otto le delegazioni sono scese in campo per la loro prima prova.
Le sessioni si sono svolte rigorosamente a porte chiuse, lontano dagli occhi del pubblico e della stampa: l’unico modo per seguire l’evoluzione dei lavori è stato affidarsi al Live Blog sul subreddit ufficiale della manifestazione, che ha offerto aggiornamenti in tempo reale su quanto è accaduto nel backstage.
Cipro
L’apertura del quarto giorno di prove è affidata all’energia travolgente Antigoni, che con il brano JALLA portain scena il ballo su un tavolo mastodontico, che domina l’intera scena.
Il tavolo scenografico è così vasto da fungere da vera e propria estensione del palco, permettendo ad Antigoni e ai suoi quattro ballerini di utilizzarlo come passerella per una coreografia che include persino l’uso di piatti. Un dettaglio tecnico di grande impatto è il runner del tavolo, costituito da una striscia LED integrata che si accende durante il climax del brano, creando un effetto visivo ipnotico. La performance culmina in una camminata trionfale verso la passerella centrale della Stadthalle, accompagnata da un massiccio uso di effetti pirotecnici e fiamme, solitamente associati a esibizioni rock.
Sotto il profilo dei costumi, Antigoni appare radiosa in un abito corto bianco ricamato di perline che richiama l’estetica di una moderna Afrodite.
Il background visivo completa il richiamo alle origini classiche con imponenti colonne antiche illuminate da una fredda luce blu.
Lettonia
L’atmosfera si fa più intima con Atvara e la sua coinvolgente Ēnā, che ha portato sul palco una versione potenziata della performance che l’ha incoronata vincitrice del Supernova lo scorso febbraio. La strategia della delegazione lettone è stata chiara: mantenere intatta l’anima dell’esibizione originale, adattandone la scala alle maestose proporzioni del palco di Vienna.
Nonostante la fedeltà al concept iniziale, il costume ha subito un notevole aggiornamento con le gemme ricamate sul vestito che sono aumentate fino a creare un effetto di luce che avvolge quasi interamente il braccio sinistro e scende lungo il fianco fino alla vita.
Anche l’elemento visivo dominante del vetro è stato potenziato, poiché la quantità di frammenti e schegge presenti sul palco è stata moltiplicata per riempire la Wiener Stadthalle.
Danimarca
Søren Torpegaard Lund ha portato sul palco della Wiener Stadthalle la stessa imponente struttura a scatola già vista al Melodi Grand Prix, trasportata intatta per preservare la magia dell’esibizione originale.
Il fulcro della messa in scena di Før Vi Går Hjem rimane il dinamismo all’interno della struttura, dove luci tubolari rosse aumentano d’intensità creando un’atmosfera sensuale, enfatizzata da una coreografia decisamente più audace nella prima strofa. Søren inizia la performance con un elegante abbinamento di pantaloni in pelle nera e una camicia in chiffon di seta color acquamarina, che viene però strappata in un reveal d’impatto per svelare un top a rete nero scintillante.
La narrazione visiva evolve drasticamente nel finale: Søren abbandona la scatola mentre una tempesta grafica invade il palco, per poi culminare in un’esplosione di fuoco virtuale che avvolge gli schermi e il pavimento negli ultimi 20 secondi. Oltre all’impatto scenico, Søren ha impressionato per le sue doti atletiche e vocali; i suoi riscaldamenti tra i vari passaggi hanno lasciato i presenti in arena a bocca aperta.
Australia
L’attesa per il ritorno “a casa” dell’Australia a Vienna è stata ripagata da una performance di un’eleganza cristallina. L’esibizione è un tributo alla tradizione musicale viennese e alla storia australiana nel concorso, iniziata proprio qui nel 2015.
Delta Goodrem ha presentato la sua Eclipse trasformando il palco della Wiener Stadthalle in un gioco ipnotico di luci e ombre.
La delegazione australiana ha voluto omaggiare la città ospitante attraverso una collaborazione d’eccellenza: Delta indossa un abito couture in chiffon impreziosito da ben 7.000 cristalli Swarovski, frutto di 500 ore di lavorazione artigianale.
Accompagnata sul palco da un’arpista, Delta Goodrem mette in mostra la sua caratura di musicista classica in un set che evolve visivamente da un’atmosfera lunare e fredda verso la luminosità radiosa del sole. Ogni elemento, dall’asta del microfono alle grafiche LED, è studiato per riflettere questo passaggio astronomico.
Il vero colpo di scena è però riservato al finale: il Team Australia ha annunciato l’utilizzo di un effetto pirotecnico esclusivo, mai visto prima in questa edizione di Vienna 2026.
Ucraina
LELÉKA ha presentato una versione rinnovata di Ridnym, distaccandosi dalla performance della selezione nazionale per abbracciare una narrazione più teatrale. L’elemento cardine della prima parte è la presenza di Yaroslav Dzhus alla bandura, lo strumento tradizionale ucraino che accompagna l’artista lungo una passerella bianca, simbolo del legame con la propria terra.
L’artista indossa un completo total white composto da abito e pantaloni, caratterizzato da frange di tessuto stratificate che reagiscono fluidamente a ogni suo movimento sul palco.
La performance vive di contrasti dinamici anche nell’uso delle luci: dopo un inizio luminoso, la scena piomba nell’oscurità totale per isolare LELÉKA durante il climax vocale del brano, prima di una nuova esplosione di colori che culmina proprio in corrispondenza della sua nota più strabiliante. Il finale vira verso un tono solenne, con le grafiche LED che trasformano il tema del tessuto in un rosso intenso, simulando la chiusura di un imponente sipario.
Albania
Quella di Alis è un’esibizione carica di pathos e significato sociale, che affronta i temi della nostalgia e della perdita legati all’emigrazione. Il cantante apre la sua performance per Nân in un’atmosfera cupa, inizialmente inginocchiato su un set oscuro per poi elevarsi avvolto da dense nuvole di fumo.
Il suo outfit, un completo nero impreziosito da una finitura di gemme scintillanti.
La narrazione visiva è affidata a un gioco di grafiche LED che popola il palco di figure simboliche. Alle spalle dell’artista appare infatti una folla di donne, molte delle quali indossano i costumi tradizionali albanesi, a rappresentare le madri che attendono il ritorno dei figli in patria. Queste immagini si alternano a sequenze in cui i figli rispondono al canto di Alis, creando un dialogo visivo che rafforza il messaggio del brano.
Da notare l’uso dei sottotitoli in inglese durante l’esibizione, una tecnica già vista con l’Italia e Lucio Corsi a Basilea 2025, introdotta per garantire che la profondità del testo arrivi direttamente al pubblico internazionale.
Sebbene la delegazione abbia accennato a ulteriori elementi scenici destinati a potenziare lo storytelling, questi rimangono per il momento secretati.
Malta
AIDAN ha presentato la sua Bella accompagnato da quella che si candida ufficialmente a essere la struttura scenografica più imponente di Vienna 2026: una costruzione che fonde architettura classica e luci moderne, fungendo da perno centrale dell’intera esibizione.
La regia sfrutta abilmente la monumentalità del set, trasformando la struttura in un enorme zootropio visibile dalle inquadrature dall’alto, all’interno del quale si scatena l’iconico tornado di petali di rosa già apprezzato nella selezione nazionale, ora esaltato da un uso dinamico della steadicam.
AIDAN sfoggia un pezzo di inestimabile valore storico: un outfit d’archivio Versace disegnato personalmente da Gianni Versace, uno dei pochissimi esemplari esistenti al mondo, abbinato a stivali da cowboy.
Il culmine tecnico dell’esibizione arriva nell’ultimo minuto, girato interamente in un unico piano sequenza. Grazie a un sofisticato sistema di rotazione integrato nella scenografia, AIDAN ruota a velocità sostenuta creando un effetto che simula un ballo romantico direttamente con il pubblico a casa.
Norvegia
JONAS LOVV ha portato sul palco la sua YA YA YA, optando per una messa in scena di estremo impatto, priva di strutture fisiche per lasciare spazio alla sua presenza scenica e a un gioco di luci dominato dal rosso vibrante.
Sotto il profilo estetico, JONAS LOVV punta tutto sul concetto del “corpo come tela”, esibendosi a torso nudo per mostrare i suoi numerosi tatuaggi e indossando un paio di pantaloni a vita alta dal design ricercato. Il capo è un sofisticato lavoro di patchwork composto da novanta pannelli di pelle nera e paillettes a forma di diamante.
La struttura luminosa della performance riprende fedelmente quella vista nella selezione nazionale norvegese, con un’imponente fila di luci rosse che si alza e si abbassa ritmicamente per scandire i momenti salienti del brano.
Il finale è un crescendo di intensità tra luci stroboscopiche e un palco completamente inondato di rosso, l’artista domina gli ultimi 20 secondi tra spettacolari effetti pirotecnici. L’inquadratura di chiusura lo immortala in una posa trionfale, con un controluce studiato per elevarlo a vera icona rock.
Si conclude così questo quarto giorno di prove alla Wiener Stadthalle, una giornata che ha chiuso il quadro della seconda semifinale.
Per non perdere nemmeno un istante del dietro le quinte, vi invitiamo a monitorare costantemente le pagine Instagram e Facebook ufficiali dell’Eurovision Song Contest. Proprio in queste ore sono in corso di pubblicazione i videosaluti esclusivi degli artisti che hanno calcato il palco oggi. Inoltre, a partire da domani, saranno disponibili le gallerie fotografiche ufficiali.
L’appuntamento è per domani mattina con il quinto giorno di prove.
Immagine in evidenza EBU/ORF
