L’European Broadcasting Union (EBU) ha aggiornato il regolamento dell’Eurovision Song Contest in vista dell’edizione 2027, che si svolgerà in Bulgaria. Le modifiche sono state approvate dal Reference Group, l’organo di governo del concorso, al termine dell’annuale revisione delle regole.
Gli aggiornamenti arrivano dopo i riscontri forniti dalle emittenti partecipanti in seguito all’Eurovision 2026 di Vienna e puntano a garantire maggiore chiarezza a emittenti, artisti e team di produzione. Tra le novità più importanti c’è la nuova disciplina relativa al Paese vincitore coinvolto in un conflitto armato o in una situazione che possa compromettere la sicurezza dell’evento.
Il Paese vincitore non potrà ospitare l’Eurovision in caso di guerra
Una delle modifiche più rilevanti riguarda le condizioni necessarie per poter ospitare il concorso.
A partire dal 2027, l’emittente vincitrice sarà automaticamente considerata non idonea a organizzare l’Eurovision dell’anno successivo qualora nel proprio Paese o nella regione immediatamente circostante siano presenti un conflitto armato, una situazione geopolitica particolarmente delicata o qualsiasi altra circostanza che comprometta in maniera sostanziale la sicurezza, l’incolumità o la stabilità dello Stato o dell’area interessata.
Qualora lo ritenga necessario, l’EBU potrà commissionare una valutazione indipendente della sicurezza nella regione del Paese vincitore. Sulla base dei risultati dell’analisi, l’EBU consulterà il Reference Group per stabilire se l’emittente vincitrice sia in grado di ospitare il concorso in condizioni di sicurezza.
Nel caso in cui venga stabilito che il Paese vincitore non possa organizzare l’evento, l’EBU nominerà un’emittente alternativa come Host Broadcaster. Quest’ultima assumerà tutti i diritti, gli obblighi e le responsabilità legati all’organizzazione dell’Eurovision, compresi l’organizzazione, la produzione e l’allestimento dello spettacolo. Un elemento particolarmente importante della nuova norma riguarda il ruolo dell’emittente alternativa: questa organizzerà il concorso a pieno titolo e non sarà più tenuta a ospitarlo per conto dell’emittente che aveva vinto l’edizione precedente. L’ultimo precedente di un Eurovision organizzato al di fuori del Paese vincitore risale al 2023. L’Ucraina aveva conquistato il concorso nel 2022, ma non era stata ritenuta in grado di ospitare l’edizione successiva a causa della guerra. L’Eurovision 2023 si era quindi svolto a Liverpool, nel Regno Unito, con la BBC come emittente ospitante per conto di Suspilne. La nuova formulazione del regolamento cambia quindi in modo significativo il modello utilizzato nel 2023.
La melodia principale dovrà essere eseguita dal vivo
L’EBU ha inoltre chiarito le disposizioni relative alle voci dal vivo e agli elementi preregistrati.
Il principio fondamentale rimane invariato: il cantante principale, o i cantanti principali, devono eseguire dal vivo la melodia principale del brano. Le basi, i cori e altri elementi preregistrati potranno continuare a essere utilizzati nel rispetto del regolamento. Tuttavia, la voce principale dovrà essere l’unico elemento incaricato di eseguire la melodia principale. Gli elementi preregistrati non potranno quindi sostituire la voce principale dal vivo né fornire un’assistenza eccessiva alla performance vocale. Secondo l’EBU, la precisazione è stata introdotta per tutelare l’integrità delle esibizioni e garantire che il pubblico ascolti sempre dal vivo la voce principale dei brani in gara.
Semifinali: il pubblico resta il principale arbitro
Una novità riguarda anche il sistema di qualificazione dalle semifinali.
Il regolamento chiarisce che la qualificazione dovrà essere determinata principalmente dal voto del pubblico, compreso il voto del “Rest of the World”. Le nuove disposizioni consentono tuttavia di includere anche punti assegnati dalle giurie nelle semifinali. L’eventuale introduzione del voto delle giurie sarà subordinata all’approvazione del Reference Group e utilizzerà un rapporto di ponderazione stabilito dall’EBU. La formulazione lascia quindi aperta la possibilità di un ruolo delle giurie nelle semifinali, pur mantenendo il pubblico come elemento principale per determinare i qualificati.
Nuove regole per la promozione del voto
Il regolamento introduce inoltre una sezione specificamente dedicata alla promozione delle votazioni.
Emittenti, artisti e commentatori potranno invitare il pubblico a votare e spiegare le modalità attraverso le quali esprimere la propria preferenza. Non sarà però consentita un’attività promozionale sproporzionata. Il regolamento vieta in particolare campagne di ampia portata o sostenute direttamente da apparati statali. L’obiettivo è garantire condizioni di partecipazione e di voto equilibrate, evitando che campagne promozionali particolarmente massicce possano influenzare in maniera sproporzionata il comportamento del pubblico.
Età minima portata da 16 a 18 anni
Cambia anche l’età minima richiesta agli artisti.
Dal 2027, tutti i partecipanti dovranno avere almeno 18 anni nel giorno della loro prima prova all’Eurovision Song Contest. Il limite precedente era fissato a 16 anni. La modifica rientra nel lavoro dell’EBU volto a rafforzare le misure di safeguarding e a proteggere gli artisti più giovani dalle pressioni legate alla partecipazione al concorso. Il limite dei 16 anni era stato introdotto nel 1990, dopo le polemiche seguite all’edizione del 1989, quando avevano partecipato due artisti giovanissimi: l’israeliano Gili Netanel, di 12 anni, e la francese Nathalie Pâque, di 11. Dall’edizione 2027, dunque, l’Eurovision sarà riservato esclusivamente agli artisti maggiorenni.
Martin Green: “Maggiore chiarezza e protezione per gli artisti”
Martin Green, Director of the Eurovision Song Contest, ha sottolineato l’importanza della revisione annuale del regolamento:
L’Eurovision Song Contest è in continua evoluzione e la revisione annuale del regolamento rappresenta una parte importante del lavoro necessario per garantire che il concorso rimanga equo, trasparente e coerente per tutti coloro che vi partecipano, compresi i milioni di persone che seguono l’evento in tutto il mondo. Guidati, come sempre, dai riscontri dei nostri membri, abbiamo chiarito e rafforzato diversi aspetti in vista del 2027. Questi cambiamenti servono a offrire maggiore chiarezza a tutte le persone coinvolte, a proteggere gli artisti e a garantire che il concorso continui a rappresentare un ambiente sicuro e accogliente, preservando allo stesso tempo lo spirito e l’integrità che rendono l’Eurovision Song Contest così speciale.
Le nuove regole si applicheranno all’Eurovision Song Contest 2027, che sarà ospitato dalla Bulgaria.



