Oramai conosciamo bene i brani del Festival di Sanremo 2019. Il vincitore, come noto, potrà rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2019.  Abbiamo ascoltato in questa ottica i brani e, quindi, valutati anche attraverso la nostra “Eurovision Vibe”. Voi chi vedreste sul palco di Tel Aviv?

Eurovision Vibes:  * Scarsa ** Mediocre *** Buona **** Ottima

Achille Lauro – Rolls Royce: Pezzo Grintoso, una dedica alle grandi star “maledette”, sembra “Vita spericolata 2.0.” Voto: 6.5  / EV: *** Potrebbe funzionare e la performance dinamica e il ritornello orecchiabile.

Anna Tatangelo – Le nostre anime di notte: pezzo classico in perfetto stile Tatangelo, sembra quasi un pezzo autobiografico , che racconta le sue ultime vicende amorose. Vocalmente convincente per il resto meno.Voto. 4.5 / EV: * Credo che un pezzo così classico forse avrebbe potuto funzionare ai tempi di Toto Cutugno, ma ora credo si perderebbe nella mischia.

Arisa- Mi sento bene:Spiazzante, leggera ma con un messaggio dietro a mio parere malinconico. Un pezzo che ricorda le Sigle Tv degli anni 60, carina. Vocalmente davvero convincente. Voto:6/ EV: **** Il pezzo così colorato, orecchiabile e la personalità di Arisa sicuramente non sfigurerebbero su quel palco che spesso ha premiato le canzoni più “colorate” e orecchiabili

BoomDaBash – Per un milione: Testo meno banale dei soliti tormentoni estivi, ma sicuramente lo diventerà visto le atmosfere reggae e l’orecchiabilità del brano. Voto: 5.5 / EV: *** La freschezza e orecchiabilità quasi da ballo di gruppo, sicuramente non stonerebbe così tanto sul palco dell’Eurovision.

Daniele Silvestri – Argento vivo: Testo importante, performance incisiva e diretta. Funziona benissimo anche la collaborazione di Rancore. Uno dei brani migliori di questo Festival. Voto: 7.5 / Ev: ** Potrebbe risultare un po’ troppo pesante..ma mai dire mai, magari verrà apprezzato per il tema. 

Einar – Parole nuove: Brano gracile gracile come anche la presenza scenica e il carisma di questo ragazzo. Anonima e trascurabile. Voto: 3 / EV: ** Forse sarebbe apprezzato il faccino carino del cantante, ma non so se un brano del genere funzionerebbe.

Enrico Nigiotti – Nonno Hollywood: Brano delicato e commovente, intima e personale come l’interpretazione del cantautore scontato. Una bella scoperta sicuramente. Voto: 7+ / Ev:*** Secondo me con il giusto Staging il brano potrebbe emozionare ed arrivare al pubblico eurovisivo, che spesso ha premiato performance intime e delicate.

Ex-Otago – Solo una canzone: Personalmente la delusione di questo Festival, li seguivo e li apprezzavo. Ma l’indie qui diventa una classica canzone Sanremese, comunque romantica e godibile. Ma potevano fare di meglio. 6+ / EV: * Secondo me passerebbe totalmente inosservata questa canzone a Tel Aviv, magari con un brano più energico potrebbero funzionare.

Federica Carta e Shade – Senza farlo apposta: Sicuramente tra i brani più radiofonici in gara, funzionerà alla grande fuori da Sanremo. Il brano è una copia del loro duetto precedente, la Carta canta bene e la coppia funziona,  ma il brano è proprio banalotto. Voto:5  / EV:*** Io credo che questo tipo di brano radio-friendly con lo giusto staging potrebbe piacere al pubblico Eurovisivo.

Francesco Renga – Aspetto che torni: Tradizionale, nel suo stile. Diciamo senza infamia e senza lode anche se lui è un bravo interprete e il testo è a tratti tenero. Voto: 4.5 / EV:* Non so… secondo me si perderebbe nel mucchio e sarebbe notato per altre doti e non per il brano.

Ghemon – Rose viola: Brano elegante, con uno suo stile preciso che ricorda il Neffa dei primi tempi e omaggia le sonorità dei Fugees. Lui vocalmente non precisissimo ma comunque nel pezzo. Si distingue.Voto: 6.5 / EV: * Non so se sarebbe un genere capito all’Eurovision e se funzionerebbe, credo che sarebbe snobbata come canzone.

Il Volo – Musica che resta: A mio parere il testo è di una banalità disarmante, pieno di luoghi comuni e ovvietà. Hanno un loro stile ben preciso che trovo antiquato e noioso. Vocalmente nulla da dire, almeno quello. Voto: 4.5 / Ev: **** Purtroppo nel resto del mondo noi siamo identificati spesso in questo genere classico… lirico. Poi molto spesso la gente si fa “ingannare” dal bel canto più che dalla qualità del brano quindi andrebbero alla grande.

Irama – La ragazza con il cuore di latta: Testo scritto bene anche se un po’ furbetto. Sembra un brano costruito apposta per Sanremo. L’aggiunta del gospel, gli occhi lucidi a fine performance dell’artista e le ragazzine che seguono Amici lo faranno arrivare sul podio. Voto:6 / EV:**** Altro brano che funzionerebbe bene grazie all’atmosfera commovente del testo e all’intensità del coro gospel. Funzionerebbe.

Loredana Bertè – Cosa ti aspetti da me: La Regina di questo Festival, brano inizialmente scritto per Vasco e si sente. Grintoso, diretto, intenso e la performance della Bertè arriva dritta in pancia e al cuore. Voto:8 / EV: *** Il brano è intenso, arriva al primo ascolto e il personaggio di Loredana e la sua performance viscerale potrebbero funzionare.

Mahmood – Soldi: Uno dei brani più ricercati di questo Festival. Un brano orecchiabile ed energico che non dimentica però la profondità del testo, raccontando un difficile e sofferente rapporto padre e figlio. Vocalmente sicuro e convincente. Voto. 7,5 / EV:**** Con lo giusto staging, con i ballerini potrebbe essere una sorpresa all’Eurovision.

Motta – Dov’è l’Italia: Non si discute il talento di Motta , specia nel testo che è davvero ben scritto e interessante. Il brano è orecchiabile e trascinante ma lo preferisco in brani più intimi. Voto: 6.5 / Ev: ** Non sfigurerebbe un brano così dinamico su quel palco ma non credo andrebbe realmente bene.

Negrita – I ragazzi stanno bene: Semrba un qualsiasi brano dei Negrita, sicuramente loro sono bravissimi musicisti ma il pezzo è davvero anonimo. Voto: 4.5 / EV: * Assolutamente fuori luogo e non verrebbero notati.

Nek – Mi farò trovare pronto: Pezzo radiofonico, orecchiabile che ricalca la formula di “Fatti Avanti Amore”. Lui è bravo ma sicuramente non colpisce molto. Voto: 6 / EV: *** Secondo me la bellezza di Nek unita ad un ritornello che entra facilmente in testa potrebbero funzionare a Tel Aviv.

Nino D’Angelo e Livio Cori – Un’altra luce: Confronto generazionale, un abbinamento che tutto sommato funziona anche con qualche fragilità nel testo e nella messa in scena. Voto: 6 / Ev: * Non saprei… il napoletano credo lascerebbe un po’ attonito il pubblico eurovisivo.

Paola Turci – L’ultimo ostacolo: Paola è come sempre elegante e di classe ma il pezzo sembra non esplodere mai e convince a metà. Voto: 6 / EV: * Manca di incisività… penso che si perderebbe nel mucchio .

Patty Pravo con Briga – Un po’ come la vita: brano nella sua composizione piuttosto elegante , come anche elegante è l’interpretazione dei due interpreti. Ma la perfomance non ha brillato ed è sembrata un pò confusa e imprecisa. Voto: 5.5/ Ev: * Meglio di no… NEXT

Simone Cristicchi – Abbi cura di me: Una poesia toccante e profonda, commovente e struggente. Con un arrangiamento musicale imponente e d’atmosfera. Ottima interpretazione Voto:8.5 / Ev: *** Potrebbe esserci l’effetto Sobral, con un brano poetico e intimo come questo.

Ultimo – I tuoi particolari: Uno dei favoriti porta un brano delizioso, radiofonico che ricorda molto lo stile di Fabrizio Moro. Testo ben scritto e non banale ma sembra mancare qualcosa nella composizione finale. Mi aspettavo personalmente qualcosa di più. Voto: 7- / EV: *** Faccino carino, pianoforte e ritornello orecchiabile forse non sarebbe tanto fuori posto all’Eurovision.

The Zen Circus – L’amore è una dittatura: Uno dei testi migliori del Festival, ma sicuramente molto difficile . Un brano senza un vero ritornello che ha bisogno di più ascolti. Voto: 6+ / Ev: * Un brano senza ritornello non credo sia la cosa più adatta per l’Eurovision.

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