Con la vittoria di DARA e della sua trascinante “Bangaranga” sul palco di Vienna, la storia della Bulgaria all’Eurovision Song Contest si arricchisce del suo capitolo più glorioso, trasformando una parabola fatta di lunghi periodi di assenza, delusioni e rinascite nel primo trionfo del Paese balcanico.

I primi passi e il miraggio della Finale

Il debutto della Bulgaria risale al 2005, anno in cui la televisione pubblica BNT decide di testare il terreno eurovisivo a Kiev. I primi anni sono tutt’altro che entusiasmanti: per ben nove edizioni, la delegazione bulgara riesce a strappare il pass per la finalissima in una sola occasione.

L’eccezione che conferma la regola arriva nel 2007, quando il duo eclettico composto da Elitsa Todorova e Stoyan Yankoulov strega l’Europa con “Water”. Un brano intriso di percussioni travolgenti e vocalità tradizionali balcaniche che conquista un ottimo quinto posto a Helsinki.

Sarà l’unica gioia di un decennio altrimenti segnato da sfortune e sanzioni. Tra queste, spicca il primo tentativo assoluto di Poli Genova nel 2011 con “Na inat”; nonostante una prova grintosa e un pezzo rock-pop molto valido, l’artista non riesce a superare lo scoglio delle qualificazioni, un destino condiviso l’anno successivo da Sofi Marinova, che nel 2012 manca la finalissima per un crudele ex aequo con la Norvegia, venendo eliminata solo perché la delegazione scandinava aveva ricevuto punti da un numero maggiore di Paesi. Sotto il peso di ripetuti fallimenti organizzativi e problemi di budget, la BNT decide infine di ritirarsi dalla competizione per le edizioni del 2014 e del 2015.

La rinascita degli anni 2010

Quando la Bulgaria torna in gara nel 2016, lo fa stravolgendo completamente la propria filosofia. Abbandonati i festival nazionali, l’emittente si affida a selezioni interne, collaborando attivamente con compositori e produttori internazionali come Borislav Milanov e il suo team Symphonix International.

I frutti di questa rivoluzione sono immediati. Nel 2016, Poli Genova torna sul palco eurovisivo con “If Love Was a Crime”, centrando un clamoroso quarto posto. L’anno successivo, nel 2017, il giovanissimo Kristian Kostov sfiora il colpaccio a Kiev con la ballad “Beautiful Mess”, conquistando il secondo posto e arrendendosi solo a Salvador Sobral.

Si tratta del miglior risultato storico per il Paese fino a quel momento, consolidato nel 2018 dal supergruppo Equinox, che mantiene alto lo standard qualitativo portando in finale l’oscura e raffinata “Bones”. Nonostante un livello artistico ormai riconosciuto da tutta Europa, i problemi finanziari tornano a bussare alla porta della BNT, costringendo il Paese a una nuova e improvvisa assenza nel 2019.

Gli anni 2020: tra indie, nuove pause e la svolta storica

Il decennio si apre nel segno del talento intimo di Victoria. Selezionata per il 2020 con “Tears Getting Sober” prima della cancellazione dell’evento a causa della pandemia, l’artista riesce a confermare il suo valore nel 2021 a Rotterdam con “Growing Up Is Getting Old”, riportando la Bulgaria nella top 11 europea. Dopo un tentativo meno fortunato nel 2022 a Torino con la rock band Intelligent Music Project, eliminata in semifinale, la Bulgaria scompare nuovamente dai radar dell’Eurovision per tre anni consecutivi, tra il 2023 e il 2025, lasciando gli appassionati con il dubbio se avrebbero mai più rivisto la bandiera bulgara sul palco dello show.

L’annuncio del ritorno in gara per l’edizione del 2026 a Vienna viene quindi accolto con enorme sorpresa. Per l’occasione, la BNT decide di rispolverare la finale nazionale istituendo la prima edizione di Nacionalnata Selekcija. Il verdetto combinato del pubblico e della giuria premia proprio DARA e il suo brano potente e caratterizzato da una produzione modernissima curata da un team internazionale che include Dimitris Kontopoulos (autore e produttore prolifico in ambito Eurovision) e Cristian Tarcea.

Sul palco di Vienna la profezia si compie. Con una performance magnetica, visivamente impeccabile e un’energia travolgente, la cantante sbaraglia l’agguerrita concorrenza di Finlandia e Australia. Con ben 516 punti, la Bulgaria conquista il suo primo storico trionfo all’Eurovision Song Contest, trasformandosi da Cenerentola dei primi anni Duemila a Paese sul tetto dell’Europa musicale.

Privacy Policy