A poche ore dall’apertura ufficiale dell’Eurovision Song Contest 2026, scatta il primo provvedimento disciplinare nei confronti della delegazione israeliana.
L’EBU (European Broadcasting Union) ha emesso un avvertimento formale nei confronti dell’emittente KAN, accusata di aver violato le nuove norme sulla promozione equa attraverso una campagna pubblicitaria giudicata sproporzionata e contraria allo spirito della competizione.
Il caso è esploso venerdì sera, quando su diverse piattaforme social, tra cui X, sono apparsi annunci sponsorizzati in ben tredici lingue. Nei video, il rappresentante israeliano Noam Bettan esortava esplicitamente il pubblico internazionale a utilizzare tutti i dieci voti a disposizione per la sua canzone, “Michelle”.
Israel’s Eurovision 2026 singer is doing promotional advertisements for Semi Final 1 this year in the languages of Azerbaijani, Dutch, English, French, German, Greek, Italian, Maltese, Portuguese, Spanish, Swedish, and Ukrainian.
— Adam Mc Callig (@_allthingsadam_) May 8, 2026
Below is the Spanish video: pic.twitter.com/yZFuBepOAQ
L’azione ha fatto scattare immediatamente i sensori dell’EBU, che da quest’anno ha introdotto regole ferree per evitare campagne finanziate da governi o terze parti capaci di alterare il televoto.
Il Direttore dell’Eurovision Song Contest, Martin Green, ha confermato la gravità della situazione alla testata norvegese TV2:
Siamo stati informati che video che istruivano le persone a votare dieci volte per Israele erano stati pubblicati e diffusi dall’artista. Nel giro di 20 minuti abbiamo contattato la delegazione israeliana chiedendo di interrompere immediatamente la distribuzione e rimuovere i contenuti.
Green ha poi ribadito il principio cardine del concorso:
Un invito diretto a utilizzare i dieci voti a disposizione su un solo artista o brano non è in linea con le nostre regole o con lo spirito della competizione. Abbiamo inviato un avvertimento formale a KAN e continueremo a monitorare le loro attività promozionali, pronti ad agire se necessario.
L’emittente israeliana ha attribuito la responsabilità dell’operazione esclusivamente al team di Noam Bettan e negando l’uso di fondi governativi:
L’incidente deriva dall’iniziativa personale dell’artista, senza alcuna forma di finanziamento illegale, ed è simile a pubblicità analoghe di altri artisti. Seguendo il desiderio dell’EBU, l’artista ha smesso di utilizzare i video.
Tuttavia, gli osservatori notano inquietanti analogie con la campagna massiccia condotta lo scorso anno da Yuval Rafael a Basilea, che riuscì a vincere il televoto dopo un’operazione social quasi identica.
La vicenda ha spinto l’EBU a inviare una comunicazione d’urgenza a tutti i 35 Capi Delegazione per ribadire i confini della promozione lecita. Nel comunicato diffuso dal reporter svedese Tobbe Ek dell’Aftonbladet, l’EBU chiarisce:
Ieri siamo stati informati di un artista che ha fatto una chiamata all’azione online per votare per la propria canzone dieci volte. Sebbene l’azione fosse limitata e non facesse parte di una campagna finanziata da terzi, abbiamo chiesto che venisse immediatamente rimossa.
È un tempestivo promemoria del fatto che, mentre gli appelli degli artisti affinché le persone li votino sono accettati, gli appelli per voti multipli non lo sono. Vi preghiamo di cogliere questa opportunità per rivedere i vostri piani e parlare con i vostri team se necessario.Cordiali saluti,
Si resta, quindi, in attesa di capire se questo “cartellino giallo” dell’EBU calmerà le acque o se la tensione è destinata a esplodere durante la prima semifinale di martedì.
