Si è svolta stasera la prova ufficiale, la cosiddetta Jury Rehearsal, della Prima Semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026. Una serata cruciale dove i voti delle giurie internazionali iniziano a pesare sul destino dei concorrenti. A votare stasera anche la giuria italiana.

Lo spettacolo live di domani sera si aprirà con un tocco di nostalgia e romanticismo: un filmato celebrativo ripercorre i settant’anni dell’Eurovision attraverso la vita di una coppia, usando il contest come colonna sonora di un amore lungo una vita.

Il momento più solenne dell’apertura sarà però il ritorno di Vicky Leandros. Quasi sessant’anni dopo il suo debutto proprio su questo palco nel 1967, la diva internazionale torna a Vienna per una nuova, emozionante versione di “L’amour Est Bleu”, accompagnata da un imponente coro di 70 elementi. È un omaggio potente a un’artista da 55 milioni di dischi venduti, capace di unire il ricordo del suo esordio lussemburghese al trionfo leggendario del 1972 con “Après Toi”.

Di seguito entrano in scena i conduttori: Victoria Swarovski e Michael Ostrowski.

01. Moldavia: Satoshi – “Viva, Moldova”

La “caciara” di Satoshi è sicuramente festosa e perfetta per aprire la prima semifinale nel segno dell’energia. La performance urbana fonde suoni e simboli nazionali come la bandiera moldava proiettata a LED con grafiche colorate d’ispirazione giapponese e avatar digitali. Il suo inno rap/pop-folk, però, non è certo un capolavoro e col ritorno delle giurie nelle semifinale, il rischio di non arrivare a sabato aumenta. Tra le coriste Aliona Moon (Moldavia 2013), che cita se stessa cantando il bridge del brano in piedi su un’alta piattaforma con una lunga gonna, proprio come fece nel 2013. Problemi nell’inquadratura finale.

02. Svezia: FELICIA – “My System”

Dopo la boccata d’aria fresca dello scorso anno, la Svezia sceglie di rifugiarsi nei propri canoni classici, confezionando un prodotto pop “artificiale” studiato su misura per i meccanismi della gara. Lo show punta tutto su un’estetica futuristica e un impatto sonoro massiccio, dove FELICIA, interagisce con una fitta trama di laser rossi e bianchi, degni di un kolossal di fantascienza. Vocalmente non è stata molto precisa in alcuni passaggi. Ma è la Svezia signori! impossibile pensare di non rivederla in Finale. Felicia dimostra un controllo non proprio eccellente della voce.

03. Croazia: LELEK – “Andromeda”

La Croazia propone un brano raffinato capace di unire le radici tradizionali con suggestioni contemporanee. Le LELEK proiettano l’arena in una dimensione cosmica, dove le armonie vocali si fondono con un’atmosfera ancestrale e mistica. Visivamente, la performance si muove tra nebulose blu e viola avvolte dal fumo basso, squarciate da fiammate che rendono la performance quasi sacrale. Vocalmente perfette, le giurie dovrebbero gradire.

04. Grecia: Akylas – “Ferto”

Per chi scrive, è difficile digerire operazioni di questo tipo, dove il caos visivo prende il sopravvento sul resto. Akylas trasforma il palco in un frenetico videogioco anni ’90, assemblando un collage di pixel-art, riferimenti all’Antica Grecia e ostentazione del lusso moderno. L’artista si muove all’interno di un ambiente caleidoscopico, che rende l’intera messa in scena simile a una simulazione virtuale. Nel finale  un momento più intenso, e meno giocoso, dedicato alla madre.

05. Portogallo: Bandidos do Cante – “Rosa”

Se dipendesse dal sottoscritto, il prossimo anno si andrebbe tutti a Lisbona. Onore al Portogallo perché continua a puntare su proposte che restano fedeli alla propria identità. Il brano è commovente e mescola al meglio tradizione e modernità. A Vienna, i Bandidos do Cante presentano il loro Cante Alentejano in una dimensione intimista: la scena, dominata da eleganti rose bianche e grafiche floreali che sbocciano sui LED, crea un contrasto suggestivo con i toni caldi dell’oro e dell’ambra. Le giurie dovrebbero apprezzare e l’assenza dei lusitani dalla finale sarebbe davvero vergognosa.

06. Georgia: Bzikebi – “On Replay”

Nulla di nuovo sotto il sole e per di più l’esecuzione del brano è stata pessima. I Bzikebi, già campioni dello Junior Eurovision 2008, tornano puntando su una performance futuristica. I costumi gialli e neri omaggiano il loro passato da “api”. L’elemento chiave è l’interazione con i “Cyborg Bzikebi”, avatar digitali monumentali proiettati sui LED wall. La sensazione di già visto però rende l’approdo in Finale tutto in salita.

FUORI GARA. Italia: Sal Da Vnci – “Per sempre sì”

L’Italia mette in scena un “matrimonio napoletano” in quattro atti, trasformando il palco in un racconto che punta sull’estetica mediterranea da cartolina. Vocalmente stasera Sal Da Vinci non ha dato il meglio di sé. Il finale è un trionfo di “italianità” tra alberi di limoni, gazebo neoclassici e fuochi d’artificio digitali, culminando nel momento in cui la gonna della sposa rivela una gigantesca bandiera italiana. A chiudere il tutto la coreografia con le mani vista sia a Sanremo che nel video ufficiale.

07. Finlandia: Linda Lampenius x Pete Parkkonen – “Liekinheitin”

Si andrà davvero a Helsinki il prossimo anno? Pare proprio di sì, almeno a giudicare da ciò che si è visto stasera. La performance è sicuramente di impatto: un’orchestra dismessa con leggii e sedie rovesciati a terra, arricchita da un inquietante confessionale al centro del palco. L’atmosfera è satura di fumo e tagli di luce rosso-ambra. Il gran finale è un’apocalisse di fuoco: un impiego massiccio di pirotecnica simula l’incendio integrale del palco. Il pacchetto è completo e profuma già di vittoria.

08. Montenegro: Tamara Živković – “Nova Zora”

Siamo di fronte a una proposta che condivide lo stile di quella svedese ma che, arrivando dal Montenegro, dovrà lottare per superare lo scoglio della semifinale. Tamara Živković, non canta alla perfezione, ma si distacca però dall’esibizione svedese, proponendo una performance strutturata come un’opera rock in tre atti. La messa in scena è cupa ed evolve tra proiezioni di lava e fulmini in tonalità rosso sangue, accompagnando una coreografia complessa che esplode in movimenti asimmetrici. 

09. Estonia: Vanilla Ninja – “Too Epic To Be True”

Le Vanilla Ninja tornano all’Eurovision con una proposta che sa di déjà-vu, ricalcando la formula già presentata nel 2005 per la Svizzera. Loro però cantano benissimo e la performance punta tutto sull’energia della band e sulla leadership di Lenna in passerella. Tra inquadrature veloci dal sapore nostalgico e un finale carico di pirotecnica, le artiste confermano una chimica perfetta.

10. Israele: Noam Bettan – “Michelle”

Raccontare Israele in questo contesto è diventato un compito sempre più difficile, ma restando strettamente sul piano musicale, il brano è sinceramente valido. Per chi scrive, supera addirittura le ultime due proposte, forse fin troppo classiche. Noam Bettan si esibisce all’interno di un’imponente struttura a diamante specchiata, un gioco di riflessi che crea l’illusione di una camera di cristallo infinita. Noam vocalmente garantisce una prova solida, peccato per qualche sbavatura nelle inquadrature.

FUORI GARA. Germania: Sarah Engels – “Fire”

Sarah Engels propone una messinscena martellante, con grafiche LED che propongono parole chiave della canzone, accompagnate da un massiccio uso di pirotecnica. La sensazione è quella di una performance energica e sensuale che però preferisce proporre l’ennesima variazione sul tema di “Fuego”, per di più cantata non benissimo. Peccato, perché dopo i segnali positivi dello scorso anno, si ritorna a un pop sempliciotto già visto e già sentito.

11. Belgio: ESSYLA – “Dancing on the Ice”

ESSYLA propone un brano che spicca per qualità e modernità. In una scenografia futuristica e di estrema classe, l’artista si presenta come una “Regina del Ghiaccio” tra nevicate artificiali e improvvisi fasci di luce dorata. La performance gioca sul contrasto visivo tra freddo e caldo, integrando una nevicata artificiale e fasci di luce dorata nel finale. Peccato per la voce che non è stata all’altezza della serata in cui votano le giurie.

12. Lituania: Lion Ceccah – “Sólo Quiero Más”

La Lituania punta su una delle proposte più originali, ma allo stesso tempo complicate del 2026. L’esibizione è oscura dominata dal volto “metallizzato” dell’artista e ricorda l’estetica de “Il settimo sigillo” di di Ingmar Bergman. È sicuramente una performance colta, ma anche spiazzante, pensata per incantare forse più le giurie e gli amanti delle proposte fuori dagli schemi. Arrivare in Finale non sarà lavoro facile.

13. San Marino: SENHIT – “Superstar”

San Marino gioca la carta della simpatia e di un travolgente revival anni ’80 con Senhit, che trasforma l’arena in un party. La performance è un’esplosione di puro intrattenimento “camp” tra luci arcobaleno, scintille e pirotecnica massiccia. Basterà per la finale? Il pezzo è divertente, Senhit sa cantare e la messa in scena è una scarica di energia pura, ma la sensazione è che il destino del Titano resti incerto.

14. Polonia: ALICJA – “Pray”

ALICJA porta a Vienna una voce spettacolare al servizio di “Pray”, un brano che però non brilla per originalità. Visivamente, l’esibizione colpisce per le grafiche di mani scultoree giganti e un sofisticato gioco di chiaroscuri. Nonostante la complessità della messa in scena, che vede una monumentale rampa inclinata su cui l’artista si muove, la stabilità vocale di ALICJA rimane impeccabile.

15. Serbia: LAVINA – “Kraj Mene”

Per chi non ha simpatia per questo tipo di suoni, come il sottoscritto, la proposta serba dei LAVINA è un boccone difficile da digerire. Il gruppo trasforma il palco in un inferno metal di fuoco e fiamme, dominato da una spada monumentale incastonata nella roccia. Vocalmente, il frontman Luka impressiona per la potenza dei “growl” e dei graffiati rock. Resta da capire se un’esibizione così particolare possa colpire le giurie.

In attesa dei verdetti, l’intervallo di domani sera offrirà alcuni momenti di spettacolo e ironia. Il gruppo acrobatico Zurcaroh si esibirà in una performance atletica ambientata al Prater, mentre il duo di conduttori si cimenterà in “Kangaroo”, un numero musicale nato per risolvere l’eterno dilemma dei turisti: come distinguere l’Austria dall’Australia. A dare man forte ai presentatori arriva una vecchia conoscenza del concorso, Go-Jo, reduce dall’esperienza di Basilea 2025 in rappresentanza proprio dell’Australia.

 

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