Nella sua rubrica A fil di rete, sul Corriere della Sera di ieri, 16 maggio, il giornalista e critico televisivo Aldo Grasso, ha speso parole molto positive sull’Eurovision Song Contest 2016 andato in onda su RAI 1, sabato 14 maggio.

Eurovision 2016 - RAI

© RAI

Il critico ha definito lo show in diretta da Stoccolma “una macchina spettacolare e organizzativa perfetta”, piena di “ritmo, idee, momenti poetici e altri pacchiani, profondità e alleggerimento, trash e sentimento, immaginari visivi e musicali di ogni tipo.”

Non ha, però, risparmiato qualche critica alla confezione dello show creata dalla RAI, non gradendo “il commento  «da tifosi» di Flavio Insinna e Federico Russo, che si sovrappone troppo spesso a ciò che accade sul palco, i tweet in sovrimpressione.”

Non ha riscosso molto successo nemmeno l’anteprima, con “Carlo Conti al tavolino di un bar, vuole smussare il salto tra la solita programmazione e l’evento, ma gli inserti con i volti di Raiuno forzati all’entusiasmo sono puro provincialismo, il sintomo di un divario (ancora) troppo grande nell’idea di spettacolo popolare.”

Ma è nella chiusura dell’articolo che Aldo Grasso definisce “Eurovision è una boccata di aria fresca, di contemporaneità internazionale. E persino il tabellone con le bandiere, i collegamenti con improbabili inviati dai 42 paesi e le macchinose procedure di voto con scontri geopolitici annessi sono parte imperdibile e appassionante di un rituale condiviso, dove ancora resistono (per fortuna) le antiche utopie europee.”

Le parole di Aldo Grasso, critico di certo non tenero nei confronti delle produzioni televisive, il buon risultato di ascolti (3 300 000 telespettatori per uno share del 16,94%) e l’ottimo riscontro sui social media, dimostrano che la strada che la RAI, dal 2011 ad oggi, sta percorrendo nella promozione dell’evento, è sicuramente quella giusta.

[wp_ad_camp_1]

Privacy Policy