Ieri, sabato 13 dicembre 2025, presso la E-Work Arena di Busto Arsizio (Milano), si è svolto “Eurofesta”, il primo evento in Italia dedicato interamente all’Eurovision Song Contest.
Noi di Eurfestival Italia eravamo presenti e abbiamo raccolto le sensazioni di alcuni degli ospiti che hanno onorato la serata.
Le prime a rispondere alle nostre domande sono state Aiko (Repubblica Ceca 2024) e la compagna Kat (San Marino 2024). Le due cantanti hanno reso pubblica la loro storia d’amore, nata proprio dietro le quinte dell’Eurovision dello scorso anno quando Aiko si è esibita da solista e Kat, spagnola di origine, ha partecipato come batterista dei Megara. Dall’amicizia è sbocciato un sentimento più forte, a riprova di come l’ambiente e l’atmosfera eurovisivi riescano spesso a favorire legami ben più profondi del semplice cameratismo artistico o professionale.
Le due cantanti, che si sono esibite per la prima volta in Italia, hanno dichiarato di sentirsi molto emozionate e di apprezzare in maniera particolare le performance di JJ, di cui ammirano la potenza vocale, e di Raiven. Aiko ci ha fatto riascoltare “Pedestal”, il brano presentato nel 2024, dopodiché ha duettato con Kat in “Mi amor”, brano ispirato proprio alla loro storia d’amore.
Il secondo ospite con cui abbiamo avuto il piacere di scambiare qualche battuta è stato Sergey Stepanov dei Sunstroke Project, duo moldavo che ha partecipato all’Eurovision nel 2010 e nel 2017. Dopo averci simpaticamente accolti a suon di sassofono, Sergey ha raccontato di aver avuto qualche problema con il volo per l’Italia, ma di essere poi riuscito a raggiungerci in tempo. Per prima cosa, gli abbiamo chiesto un messaggio per Francesco Gabbani, conosciuto in occasione di Eurovision 2017. Anche se colto un po’ alla sprovvista, Sergey non si è tirato indietro, invitando Francesco a scrivere una canzone ancora più bella “and try again”. Per la verità, neanche a lui dispiacerebbe riprovarci: incalzato sull’argomento, ha dichiarato che, una volta sperimentato l’Eurovision, la tentazione di tornarci è sempre molto forte, per cui non esclude una terza partecipazione, magari in veste di songwriter per conto di altri. L’Eurovision, racconta, è sempre nel suo cuore, e anche quest’anno che l’atmosfera del concorso sembra piuttosto compromessa, si dice convinto che “tutto tornerà a posto”, poiché l’Eurovision rappresenta una dimensione estranea ai conflitti, il cui obiettivo primario deve essere fare musica ed essere felici.
Tra i nostri intervistati di oggi non poteva mancare Senhit, che questa sera si è definita “privilegiatissima”, poiché invitata nel doppio ruolo di conduttrice e artista. Le abbiamo chiesto chi le piaccia di più tra i colleghi in rassegna, ricevendo una risposta tanto secca quanto entusiasta: “Tutti!”. Senhit ha colto l’occasione per lodare l’organizzazione, riuscita nell’intento di raccogliere grandi nomi dei più svariati generi musicali, portando in Italia un campionario eurovisivo particolarmente interessante e riccamente assortito. Riguardo alla difficile situazione in corso, Senhit ha affermato di non condividere la recente deriva politica del concorso, pur comprendendo la posizione dei Paesi che hanno deciso di ritirarsi. L’Eurovision, a suo dire, dovrebbe sempre onorare uno dei suoi slogan più rappresentativi: “United by music”.
Infine Raiven, rappresentante della Slovenia a Eurovision 2024. Alla sua prima performance in Italia, ha proposto non solo “Veronika”, il brano con cui si è fatta conoscere agli eurofan, ma anche il nuovo singolo “Reverie”.
Raiven, che è un mezzo-soprano, ci ha rivelato che duetterebbe volentieri con JJ, con il quale infatti condivide la passione per il canto lirico.
Pur a malincuore, quest’anno la cantante slovena approva la scelta del suo Paese di non partecipare all’Eurovision, definendola “the right decision in the right time” e rammaricandosi che l’EBU “non riconosca la gravità della situazione”. Raiven, però, trova ugualmente un modo per onorare lo spirito dell’ESC: tra i suoi piani per il futuro, infatti, prevede “A lot of new music and languages”.
