Siamo giunti a uno degli appuntamenti più decisivi dell’Eurovision Song Contest 2026: la prova generale della finale, nota come Jury Show

Mentre si attende la diretta di domani, questa sera metà del destino dei 25 finalisti è già stato scritto. Le giurie nazionali di tutta Europa hanno osservato, valutato e pesato ogni singola nota, in una serata dove la perfezione vocale e la tenuta scenica sono requisiti fondamentali per puntare al microfono di cristallo.

La serata si aprirà con un video narrativo in cui la celebre barchetta di carta di JJ viaggerà dalla Svizzera a Vienna lungo il Reno e il Danubio, arrivando alla Stadthalle giusto in tempo per l’inizio dello show. Subito dopo, lo stesso JJ darà il via alla finale con “The Queen of the Night”, dal “Flauto Magico” di Mozart. In seguito il tema dell’Eurovision viene suonato dall’Orchestra Sinfonica dell’ORF. Quindi i 25 finalisti sfileranno sul palco nella tradizionale “Flag Parade”. Durante la parata JJ si esibisci in stralci del suo nuovo singolo “Unknown” e di “Wasted Love”.

Al termine entreranno in scena i padroni di casa Victoria Swarovski e Michael Ostrowski. Si parte poi con le esibizioni.

Danimarca / Søren Torpegaard Lund – “Før vi går hjem”

La serata parte sottotono con un Søren in evidente difficoltà vocale, che sfocia in una performance incerta. Il brano, già sentito troppe volte nel concorso, manca di originalità. La Danimarca rischia di non ottenere un piazzamento all’altezza delle aspettative della vigilia.

Germania / Sarah Engels – “Fire”

La Germania si presenta con un pacchetto confezionato attingendo a una miriade di cliché già ampiamente esplorati. Il rischio di un déjà-vu è altissimo. Per di più stasera Sarah canta male. Il Paese si prepara all’ennesimo piazzamento nella parte più bassa della classifica?

Israele / Noam Bettan – “Michelle”

Al di là del clima di contestazione che circonda la delegazione, Israele schiera una proposta musicale piacevole. Noam anche stasera sfodera un’ottima vocalità. Non dovrebbe mancare la top 10 della classifica.

Belgio / ESSYLA – “Dancing on the Ice”

Il Belgio è una delle sorprese della Prima Semifinale, smentendo i pronostici della vigilia che lo vedevano lontano dalla qualificazione. Il brano spicca come uno dei più attuali e moderni dell’intera competizione. Come nelle prove precedenti però, la resa vocale è apparsa incerta.

Albania / Alis – “Nân”

L’Albania punta tutto sull’emozione, portando in scena il tema della lontananza dalla madre che potrebbe toccare le corde giuste del pubblico a casa. Anche stasera Alis dimostra una vocalità imponente, il brano però, sconta una melodia non immediata.

Grecia / Akylas – “Ferto”

La Grecia convince con una proposta che riesce nel difficile compito di far ballare e divertire senza rinunciare a un messaggio più profondo. Chi scrive continua a non amare queste proposte, ma l’esibizione è oggettivamente trascinante. 

Ucraina / LELEKA – “Ridnym”

LELEKA canta davvero bene e propone una messa in scena semplice, ma capace di dare forza a un brano interessante, anche se non di immediata comprensione. D’altronde, la delegazione ucraina raramente sbaglia lo staging.

Australia / Delta Goodrem – “Eclipse”

L’Australia è sbarcata a Vienna con un obiettivo chiarissimo: la vittoria. La vocalità impeccabile di Delta Goodrem è supportata da uno staging millimetrico. Paradossalmente, l’anello debole appare proprio il brano, che risulta datato e non all’altezza della produzione dell’artista. Qualora dovesse trionfare, il concorso resterebbe comunque in Europa, con la Germania in pole position come possibile sede per l’edizione 2027.

Serbia / LAVINA – “Kraj mene”

Si tratta di un’esibizione che richiede una predisposizione specifica per il genere e chi scrive non ha questa predisposizione. Il cantante stasera canta malissimo e sebbene la messa in scena sia efficace nel catturare l’attenzione, potrebbe non essere sufficiente a salvare la proposta serba. 

Malta / Aidan- “Bella”

Malta approda in finale con una proposta che fatica a lasciare il segno, risultando poco accattivante e tendenzialmente piatta. Aidan canta bene anche stasera, ma per il resto sono tre minuti di nulla o quasi.

Cechia / Daniel Zizka – “Crossroads”

Un’altra proposta complessa, che si discosta dalle proposte pop più facili. A sostenere l’intera impalcatura è però il talento di Daniel, che anche stasera dimostra una vocalità impressionante per estensione e controllo. 

Bulgaria / DARA – “Bangaranga”

Messa in scena studiata nei minimi dettagli, capace di valorizzare una proposta musicale che ricalca schemi già visti numerose volte nelle scorse edizioni. Ottimo lavoro di packaging, che potrebbe valere una buona posizione in finale.

Croazia / LELEK – “Andromeda”

Esecuzione vocale ineccepibile per le componenti del gruppo che sono capaci di armonizzare con una precisione millimetrica. Nonostante la complessità del brano, la messa in scena risulta estremamente impattante.

Regno Unito / LOOK MUM NO COMPUTER – “Eins, zwei, drei”

Ancora una volta il Regno Unito porta sul palco una proposta che non rende giustizia alla grande tradizione musicale del Paese. La performance si risolve in un caos scenico poco incisivo. Il rischio è quello di vedere, ancora una volta, naufragare il Paese verso il fondo della classifica finale.

Francia / Monroe – “Regarde !”

La giovanissima Monroe impressiona per una maturità vocale sorprendente, confermando un talento cristallino nonostante i soli 17 anni. Sebbene il brano ricalchi lo stile dell’ultimo vincitore e lo staging non convinca appieno, un piazzamento finale in Top 10 dovrebbe essere alla sua portata.

Moldavia / Satoshi – “Viva, Moldova!”

La Moldavia porta in scena un caos divertente e contagioso, che travolge l’arena con energia. Il numero centra l’obiettivo primario di intrattenere e divertire, rischiando anche un ottimo piazzamento in classifica.

Finlandia / Linda Lampenius x Pete Parkkonen – “Liekinheitin”

Il pacchetto è blindato e curato in ogni dettaglio, confermando la sua posizione di assoluta favorita alla vittoria finale. La solidità della proposta è tale da rendere la delegazione finlandese l’unica vera contendente al titolo insieme all’Australia. Tutto sembra convergere verso la conquista del microfono di cristallo.

Polonia / ALICJA – “Pray”

Ancora una prova vocale eccezionale di ALICJA al servizio, però di un brano “patchwork” e poco attraente, che faticherà al televoto, ma che dovrebbe convincere le giurie. 

Lituania / Lion Ceccah – “Sólo Quiero Más”

È la proposta più ostica di questa edizione, per di più stasera cantata davvero male. La scelta di una messa in scena così oscura e criptica di certo non aiuta. Il rischio di veder naufragare il progetto nei piani bassi della classifica potrebbe essere altissimo.

Svezia / FELICIA – “My System”

Il pacchetto trasuda “plastica su plastica”  e si tratta probabilmente della proposta meno riuscita mai portata dalla delegazione svedese al concorso. Per di più stasera ha cantato peggio del solito. Se dovesse riuscire a centrare la Top 10, sarà esclusivamente per la forza del brand “Svezia”.

Cipro / Antigoni – “Jalla”

Vocalità incerta per quello che è diventato ormai un “classicone” del repertorio eurovisivo cipriota: l’ennesima copia carbone di “Fuego”! Il brano, però è orecchiabile e potrebbe avere qualche chance con il televoto.

Italia / Sal Da Vinci – “Per sempre sì”

Non esattamente la migliore prova vocale per Sal Da Vinci, che stasera ha faticato soprattutto sulle note più alte. L’operazione “stereotipo italiano”, però potrebbe funzionare con il pubblico straniero ai fini della classifica e permetterci un ulteriore top 10.

Norvegia / Jonas Lovv – “Ya ya ya”

Il brano è decisamente orecchiabile e Jonas canta abbastanza bene, ma il tutto è smorzato da una performance che risulta forse un po’ troppo statica. Il rischio è quello che la proposta norvegese si perda nel mucchio.

Romania / Alexandra Căpitănescu – “Choke me”

È la sorpresa più bella di questa edizione. Il pezzo è fortissimo, l’esecuzione vocale di Alexandra è ancora una volta  impeccabile e la messa in scena è studiata al millimetro. Per quanto visto e ascoltato, la Romania si meriterebbe senza dubbio di arrivare sul podio.

Austria / COSMÓ – “Tanzschein”

Finale perfetto con i padroni di casa, che puntano tutto sulla capacità di COSMÓ di far ballare e divertire il pubblico, rinunciando a qualunque altra pretese. Non c’è altro scopo se non quello di celebrare la fine dello show e va benissimo così. 

Durante l’attesa dei risultati, il segmento “Celebration! – The Ultimate Eurovision All-Stars Reunion” festeggerà il 70° anniversario del concorso riportando in scena icone come i Lordi, Ruslana, Verka Serduchka e Alexander Rybak, affiancati da Kristian Kostov, Max Mutzke e dalle reduci di Basilea 2025 Erika Vikman e Miriana Conte. Gli artisti presenteranno un medley di grandi successi del concorso, che culminerà ne finale con “Nel blu dipinto di blu”.

Inoltre l’atmosfera si scalderà ulteriormente con il sound electro-swing di Parov Stelar, per poi farsi più intima grazie a César Sampson che interpreterà la celebre “Vienna” di Billy Joel poco prima dell’annuncio dei risultati definitivi.

Anche questa serata è stata segnata da alcune criticità tecniche, con ritardi e intoppi logistici emersi durante i cambi palco. 

 

 

 

 

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