È la sorpresa, almeno sulla carta, di questo Sanremo 2012. Il pop neomelodico di Gigi D’Alessio che incontra il rock e la canzone d’autore di Loredana Bertè. Sicuramente fra i più attesi di questa edizione del Festival.

Tutti e due hanno già partecipato a diverse edizioni della rassegna italiana e quest’anno si presentano con un brano intitolato “Respirare”.

Loredana Berté

Loredana Bertè nasce il 20 settembre 1950 a Bagnara Calabra (RC) quella che praticamente da tutti gli addetti alla musica è considerata una delle pochissime rockstars al femminile della musica italiana. Loredana Bertè ha saputo unire nella sua lunga carriera ad un grande talento interpretativo una rara capacità di scrittura di testi venuta fuori in particolar modo in quelli che sono stati i suoi ultimi lavori discografici in studio.

Ancora giovanissima Loredana si trasferisce dalle Marche con madre e tre sorelle.

E’ alla metà degli anni ‘60 che Loredana comincerà a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo. Il “Piper”, la famosa discoteca romana di Via Tagliamento la vede protagonista tra coloro che in quegli anni volevano a tutti i costi trovare una collocazione nell’”ambiente”. Patty Pravo, la Regina del Piper, sfondava con “Ragazzo triste” proprio in quel periodo, e insieme a lei Caterina Caselli, Mita Medici, la stessa sorella Mimì, e un tale Renato Fiacchini da subito grande amico di Loredana che diventerà in seguito uno dei più grandi protagonisti dagli anni ‘70 in poi della musica italiana: Renato Zero. Ed è insieme a Renato che Loredana comincia pian piano a lavorare. Scelti da Don Lurio fanno parte del cosiddetti “Collettoni” di Rita Pavone nelle sue trasmissioni televisive, poi è la volta del musical: prima “Orfeo 9” di Tito Schipa Jr., poi sempre insieme nella allora scandalosa versione italiana di “Hair”, storico musical dai temi scottanti in quel periodo, tra cui la guerra del Vietnam.

Ma il talento di Loredana è nella musica e nel 1974 esce il suo primo album: è già scandalo, perché Loredana coi benpensanti ci dovrà combattere per un bel po’… “Streaking” è il titolo e Loredana appare nuda in copertina. Prima di una lunga serie di censure: la copertina si cambia ma anche la radio pubblica non è molto incline a promuovere un disco con canzoni dai testi non proprio “leggeri” , per cui l’album a tutt’oggi non è tra i più conosciuti della cantante.

Il vero exploit di Loredana avviene l’anno dopo, nel ‘75. Il singolo “Sei bellissima” ottiene un grande successo e a tutt’oggi è un classico della musica italiana. Incluso nell’album “Normale o Super” del ‘76, nel 77 esce “T.I.R.”, il suo terzo LP.

Nonostante la produzione artistica di Mario Lavezzi che sarà suo compagno di lavoro e nella vita per diversi anni e nonostante un certo già visibile impegno sia musicale e sia nei testi la vera consacrazione di Loredana Bertè cantante e interprete avviene nel ‘78 con la pubblicazione di un 45 giri firmato Ivano Fossati, esordiente autore nonché componente di un gruppo per i tempi un po’ underground, I Delirium, dal titolo “Dedicato”. Per alcuni una sorta di manifesto politico, per Loredana un pezzo storico tra i più amati da lei stessa. La canzone farà parte di un album splendido che confermerà Loredana come una delle protagoniste del panorama rock italiano: “BandaBertè” del ‘79, LP che vedrà al suo interno collaborazioni prestigiosissime: oltre al già menzionato Fossati, Pino Daniele, Alberto Radius, la coppia Battisti-Mogol, Avogadro, Lavezzi, ecc. “…e la luna bussò” è la track più famosa dell’album e altro pezzo storico del repertorio di Loredana, prima e forse unica cantante ad usare sonorità reggae in Italia.

Da “BandaBertè” le grandi collaborazioni nei successivi album negli anni a seguire saranno numerosissime. Da Ron a Renato Zero, da Mia Martini a Gianni Bella fino a Enrico Ruggeri, al compositore brasiliano Djavan, a Bruno Lauzi, a Corrado Rustici, e tanti altri… Nell’ ‘80 è la volta di “Loredanaberte” con il trascinante pezzo da traino “In alto mare”, album interamente arrangiato dal gruppo americano Platinum Hook.
Nell’81 viene pubblicato “Made in Italy”, realizzato completamente negli States. Altra consacrazione nell’82 “Non sono una signora”. Enorme successo estivo (sarà anche una delle vincitrici del Festivalbar…) seguito dall’uscita dell’album “Traslocando”, uno del suoi dischi più belli e intensi.

Fra l’83 e l’85 Loredana pubblica tre album con la CBS: “Jazz”, forse il suo disco più acclamato da pubblico e critica (“Il mare d’inverno” di Ruggeri è solo una delle perle di quel disco…), “Savoir Faire”, un vero album d’autore raffinato ed elegante “Carioca”, un Lp forse un po’ sperimentale per i tempi, ma dalle sonorità splendide (interamente composto da Djavan). dalle sonorità rock firmata da Mango. Una collaborazione artistica breve e il celebre scandalo del finto pancione esibito in diretta… Dopo 2 anni nell’88 Loredana torna a Sanremo con “Io”, canzone forse un po’ troppo pop per una interprete “impegnata” come lei. Seguirà l’album omonimo che pur essendo superbamente arrangiato non sarà uno dei migliori della carriera di Loredana.

Nell’89 Loredana sposa il tennista Bjorn Borg ed inizia un lungo periodo di pausa musicale appena interrotto nel ‘91 da una partecipazione a Sanremo con una bellissima canzone firmata da Pino Daniele “In questa città” che riconferma ancora una volta le sue grandi doti interpretative.

E’ nel ‘93 che Loredana torna ufficialmente alla musica, dopo la tormentata esperienza matrimoniale, con una “storica” partecipazione a Sanremo con sua sorella Mia Martini. Il pezzo è “Stiamo come stiamo”, una canzone molto bella che però al Festival ottiene consensi poco fortunati. L’album che segue, “Ufficialmente dispersi” è il primo disco che vede Loredana quasi completamente autrice nei testi ed è un altro dei suoi dischi più intensi e molto autobiografico.

L’anno dopo torna a Sanremo con “Amici non ne ho”, pezzo fortemente autobiografico e autoironico. Il brano ottiene consensi di pubblico e critica ed è il pezzo che lancia il suo primo disco live, “Bertex-Ingresso Libero” nel quale duetta anche con sua sorella Mimì e che vede anche una collaborazione in studio con Renato Zero. Torna ancora una volta al Festival nel ‘95 con “ANGELI & angeli”, una canzone che vuol essere una sorta di continuazione tematica di “Amici non ne ho” e che apre una raccolta intitolata “Ufficialmente ritrovati”.

Nel maggio ‘95 la tragedia: la drammatica morte della sorella Mia Martini, una tragedia dalla quale Loredana ne uscirà provata e segnata.

Nel ‘97 al Festival di Sanremo Loredana esegue una delle sue più belle e intense interpretazioni in pubblico: “Luna”, un pezzo firmato da lei stessa e da Maurizio Piccoli. Segue subito dopo un album, “Un Pettirosso da Combattimento”, titolo tratto da un verso di “Anime Salve” di De Andrè. Il disco è quasi completamente dedicato alla sorella scomparsa con forti sfumature autobiografiche, intenso e dagli arrangiamenti fortemente rock.
Nel ‘98 Loredana realizza con la supervisione artistica dell’amico di sempre Renato Zero il suo secondo album live, “Decisamente Loredana”, registrato durante un concerto tenuto a Roma al “Testaccio Village” con un’orchestra di 60 elementi oltre alla sua band usuale. L’album è anticipato durante l’estate da un singolo, “Portami con te”, che ottiene un discreto riscontro radiofonico.

Nel 2002 partecipa al festival di San Remo con il brano “Dimmi che mi ami” e fa uscire un mini cd contenente tre brani inediti, più il pezzo del festival.

Nel 2004 partecipa al reality show “Music Farm” in cui dimostra ancora una volta di avere la grinta di un tempo.

Finalmente: il 9 settembre 2005 vede la luce BABYBERTE’: un bellissimo album che dopo 5 anni di lavori iniziati e interrotti arriva nei negozi per balzare subito al secondo posto della classifica FIMI.

Il singolo per le radio è “non mi pento”.

Dopo una seconda edizione dello stesso album con: pop up, dvd video, un singolo a sorpresa, nel 2007 esce un documento live della sua tournee di successo: “BabyBertè Live 2007” con l’inedito “L’araba fenice”.

Nel 2008 partecipa al festival di Sanremo col pezzo “Musica e parole”.

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Gigi D’Alessio

1967.

Gigi D’Alessio nasce a Napoli il 24 febbraio, ultimo di tre figli. Ha soltanto quattro anni quando il padre, costretto a trasferirsi spesso in Venezuela per assicurare una vita decorosa alla sua famiglia, gli regala una fisarmonica comprata a Caracas. E’ il primo contatto con la musica: Gigi studia lo strumento con la stessa passione con cui i suoi coetanei si dedicano ai giochi dell’infanzia, e in breve impara a suonarlo ad un buon livello. A dodici anni si iscrive al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli conseguendo a ventuno anni il diploma di pianoforte. Ha soltanto 23 anni quando si trova a dirigere la prestigiosa Orchestra Scarlatti, esperienza esaltante che accresce di molto la sua statura professionale. Poco dopo D’Alessio diventa il pianista di Mario Merola con il quale scrive “Cient’anne”, interpretato da entrambi, brano destinato ad un grande successo.

1992.

Viene pubblicato il suo primo album “Lasciatemi cantare”. I buoni risultati di vendita, accompagnati dall’entusiasmo dei fan sempre più numerosi, spalancano le porte al secondo lavoro “Scivolando verso l’alto” che vende 30.000 copie.

1994.

E’ l’anno del suo ingresso nella discografia ufficiale con l’album “Dove mi porta il cuore” pubblicato dalla Ricordi.

1995.

Grande successo dell’album “Passo dopo passo” che contiene canzoni fortunatissime, futuri inni da stadio, come “Fotomodelle un po’ povere” e “Annaré”. D’Alessio ha spiccato il volo: un suo concerto al Palapartenope raccoglie 8.000 persone, il record per questo famoso spazio meta di prestigiosi artisti italiani e internazionali.

1997.

“Fuori dalla mischia” contiene altre hit come “Anna se sposa”, “Chiove”, “30 Canzoni” destinate ad entrare stabilmente nel repertorio di questo periodo. Il risultato straordinario ottenuto da questo lavoro consente a Gigi di realizzare un grande sogno: quello di suonare allo Stadio San Paolo di Napoli. La serata, memorabile, arriva il 7 giugno: 20.000 persone sono lì per acclamare quella che ormai è una star.

1998.

In primavera pubblica il suo sesto album intitolato “E’ stato un piacere”, lavoro che contribuisce non poco a disegnare la vera fisionomia dell’artista: non più “fenomeno”, ma autore e un musicista di razza. In giugno esce nelle sale cinematografiche “Annaré” per la regia di Ninì Grassia. Il film nella prima settimana di programmazione polverizza in Campania gli introiti di “Titanic” arrivando nella sola Napoli ad incassare circa 30 milioni di lire. Siamo in piena “D’Alessiomania”. A fine anno Gigi approda alla BMG, e decide di raccogliere in “Tutto in un concerto”, il suo settimo album, i momenti salienti della sua carriera.

1999.

“Portami con te”, l’album n.8, contiene 11 nuovi brani e altrettanti pilastri del suo repertorio sempre più vasto come “Una magica storia d’amore”, “Portami con te”, “Dove sei”, “Buongiorno”. Un altro traguardo importante è, in questo anno, l’esibizione alla presenza del Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton al Gala del N.I.A.F.

2000.

Febbraio: Festival di Sanremo. Entriamo in nuova fase. D’Alessio non è soltanto il vincitore morale è, banalmente, quello numerico: la sua “Non dirgli mai” ha per mesi il più alto airplay radiofonico di tutte le canzoni in gara, mentre il relativo album dal titolo profetico, “Quando la mia vita cambierà” (il nono) è già disco d’oro a quindici giorni dall’uscita (arriverà a superare le 400.000 copie). Un album che si rivela un formidabile hit maker dopo il grande successo del secondo singolo “Una notte al telefono” e, in particolare, di “Caro Bambino Gesù” i cui proventi vengono devoluti all’associazione inglese promotrice delle adozioni a distanza “Azione Aiuto” (Action Aid). Stesso successo per la tournée che, dopo una partenza europea (Zurigo, Neu-Ulm, Karlsruhe, Mannheim), tocca le maggiori città italiane per tutta l’estate fino al concerto record – 220.000 spettatori – di Piazza del Plebiscito del 19 settembre.

2001.

Ancora Festival di Sanremo: la storia si ripete. “Tu che ne sai”, la canzone presentata alla 51° edizione, porta subito alla conquista del primo posto della classifica dei dischi più venduti l’album n.10 “Il cammino dell’età”. Un titolo rappresentativo che esprime il senso di una maturazione, di un progresso, di una evoluzione tangibile che rende perfettamente l’idea di come il “pianeta” D’Alessio sia in continuo movimento. L’album è un’altra formidabile macchina che sforna un successo dopo l’altro: “Il primo amore non si scorda mai”, “Il cammino dell’età”, “Un’altra donna dentro te”, “Tu che ne sai”, “Insieme a lei”, “Parlammene dimane”, “Bum bum”, “Mon Amour”. Tutte canzoni già pronte per essere cantate tutti insieme sotto un palcoscenico. Cosa che puntualmente accade anche in questa estate nella lunga tournée italiana ed europea che Gigi affronta sull’onda del successo del nuovo album. A fine giugno sul palcoscenico del 32° Premio Barocco Gigi incontra per la prima volta Sophia Loren che coinvolge in “Reginella”. Lo straordinario duetto inchioda davanti ai teleschermi oltre cinque milioni di persone.

2002.

In luglio il singolo “Miele” anticipa il quinto album per la BMG “Uno come te” pubblicato in settembre. 14 nuove canzoni tutte unite dal robusto filo di una scrittura melodica sempre brillante, sempre caratterizzata da stimolanti soluzioni armoniche e dai preziosi arrangiamenti del fido Adriano Pennino. Alcune di queste prendono subito il volo: nei concerti “preparatori” al tour mondiale, il pubblico già conosce parola per parola “Donna Sofì”, “Oj nenna ne”, “Ti innamorerò”, “Sei importante”, “Un nuovo bacio”.

2003.

Tra febbraio ed aprile la musica di Gigi D’Alessio “sbarca” in Canada, Australia e Stati Uniti (Montreal, Toronto, Sidney, Melbourne, Atlantic City ) in una decina di teatri di grande capacità dove al pubblico di origini italiane, che già conosce alcune canzoni, si unisce una platea di giovani cresciuti con il pop e il rock di ben altra estrazione. Un tour così importante, che è ben altra cosa delle brevi “puntate” promozionali fatte in Europa e in altri paesi del mercato ispanico, non poteva non avere una troupe al seguito che riprende tutto, dai concerti, agli spostamenti, ai backstage; insomma qualsiasi cosa possa riempire il taccuino di un vero e proprio diario di viaggio. Lo special televisivo, “Uno come te…in giro per il mondo” arriva puntuale su Raiuno in maggio, in una seconda serata che tiene davanti allo schermo oltre due milioni di persone con uno share del 17%, un successo senza riserve per questa fascia oraria. Due concerti trionfali allo stadio Olimpico di Roma e al San Paolo di Napoli chiudono in giugno il lungo tour “Uno come te”. In autunno arriva “Buona vita”, il doppio cd che in 22 brani ripercorre i primi dieci anni della sua carriera. Vende mezzo milione di copie.

2004.

Ottobre: è il momento di “Quanti amori”, altre 13 canzoni per un nuovo punto di arrivo. A questo disco si dedica un team di musicisti del calibro di Tony Levin al basso (ex King Crimson), Steve Ferrone alla batteria, Michael Thompson alle chitarre, mentre gli arrangiamenti orchestrali portano la firma, oltre che di Adriano Pennino, di Jeremy Lubbock, già con Madonna, Sting, Michael Jackson, Ray Charles. “Non c’è vita da buttare” (con le chitarre di Alex Britti), “Spiegami cherè”, “Napule” (un affresco straordinario a quattro voci: D’Alessio, Sal Da Vinci, Gigi Finizio e Lucio Dalla ), “Liberi da noi”, “La donna che vorrei”, “Le mani” sono i brani di punta. Pochi giorni dopo l’uscita dell’album, nella prima settimana di novembre, per i fan di Gigi arriva un’altra sorpresa che, questa volta, non li porta a fare la fila davanti ai negozi di dischi, ma davanti alle librerie: la Mondadori pubblica infatti l’autobiografia “Non c’è’ vita da buttare”, il libro cui Gigi stava lavorando da tempo buttando giù una marea di appunti che finalmente trovano forma organizzata in quello che la critica – insolitamente benevola – definisce un buon “romanzo popolare”. Il libro viene presentato in varie librerie italiane. Il 31 dicembre, nello spettacolo di fine d’anno di Raiuno, Gigi presenta una memorabile versione di “Napule”, dal vivo con Lucio Dalla e Gigi Finizio.

2005.

In marzo Gigi è per la terza volta al Festival di Sanremo. In questa 55° edizione presenta “L’amore che non c’è”, ultimissima figlia del clima creativo di “Quanti amori, l’album che in appena quattro mesi ha superato le 300.000 copie, registrato 12 settimane di permanenza nella top ten, e che viene ripubblicato il 4 marzo con l’aggiunta di ‘L’Amore che non c’è’. Da aprile a settembre Gigi è di nuovo in tournée per incontrare negli stadi e nelle piazze italiane un pubblico cui diventa sempre più complicato dare una fisionomia precisa. Il 30 settembre 2005 una platea di 250.000 persone si riunisce a Napoli, a Piazza del Plebiscito, per uno dei più grandi eventi della storia del pop italiano. Un concerto che è la consacrazione di un anno straordinario e di un mito. La serata raccoglie un cast d’eccezione con nomi quali Claudio Baglioni, Lucio Dalla, Lee Ryan (ex cantante dei Blue), Giorgio Panariello e tanti altri. La messa in onda in prima serata su Canale 5 dell’evento ottiene oltre 6.500.000 telespettatori e uno share medio del 25%, un vero record per un concerto. Sono tutti “Cuorincoro”: e così si intitola infatti il doppio album dal vivo che raccoglie i momenti più emozionanti della serata oltre a due inediti da studio, i primi scritti interamente da Gigi, testo e musica: “M’innamorerò sempre di te” e, in napoletano, “Fino a quando scure notte”. Quasi in contemporanea esce anche il DVD “Cuorincoro” che raccoglie i momenti più importanti ed emozionanti dei concerti del 2005.

2006.

L’anno si apre con una nuova tournèe mondiale, e due importanti riconoscimenti: il Venice Music Award, e il Premio Barocco. Esce il nuovo album “Made in Italy”, il n. 9 per SonyBmg, e 15° della sua carriera. “Made in Italy” consolida la statura di Gigi songwriter a pieno titolo, autore in larga parte sia dei testi (in collaborazione con Mogol in quattro occasioni) che interamente delle musiche. “Primo appuntamento” è il primo singolo, ma presto si faranno strada nuove pietre miliari del suo immenso repertorio come “Brividi d’amore”, “Apri le braccia”, “Una volta nella vita”, “Canterò di te”, “Parlarti e poi”, “La grande storia”, colonna sonora del nuovo film di Raul Bova e “Un cuore malato” cantata con Lara Fabian.

Tuttavia non sarà solo la musica a caratterizzare la fine di questo anno. Per la prima volta si accende su Gigi D’Alessio il faro di una cronaca che nulla a che vedere con il suo mestiere di musicista. In dicembre D’Alessio rende pubblica la sua relazione con Anna Tatangelo con l’ovvia conseguenza di una separazione dolorosa.

2007.

Esattamente un anno dopo “Made in Italy”, siamo in ottobre, preceduto dal nuovo singolo “Non mettermi in croce”, viene pubblicato il box “Mi faccio in 4”, imponente raccolta in 4 cd che abbraccia otto anni di carriera e ben sette album, da “Portami con te” del 1999 all’ultimo “Made in Italy”. “Mi faccio in 4” è un monumentale “greatest hits”: 48 grandi successi e due inediti (“Non mettermi in croce”, nata ancora dalla collaborazione di Gigi con Mogol, e “Bambina”). I 4 cd hanno ognuno una sorta di identità: “NAPOLETANO”, “LATINO”, “POP” e infine “BALLAD”.

2008.

Ottobre: “Questo sono io” è l’album n. 16, primo per la sua label GGD. “Un disco di tutte verità”, dice Gigi, undici nuove canzoni concepite durante la lunga tournée teatrale. Un lavoro dalle forti tinte autobiografiche che mostra la zona nuda dei sentimenti di un poeta maturo e di un musicista che raggiunge vette sempre più alte. “Superamore” è il primo singolo scelto, ma in circuito ci sono anche canzoni come “Babbo Natale non c’è”, struggente canzone della lontananza dedicata al figlio Luca di cinque anni (title track dei titoli di coda di “No problem”, film firmato Vincenzo Salemme, di cui Gigi ha firmato tutte le musiche originali), e “Giorni”, nuova sigla del programma Amici di Maria De Filippi. Da segnalare anche “Male d’amore” in cui non esita a confessare le sue paure di uomo che vive insieme ad una donna molto giovane, “Nessuno te lo ha detto mai”. “Questo sono io” è anche il disco che segna il disgelo tra D’Alessio e Pino Daniele dopo anni di incomprensioni. Pino Daniele scrive la musica e con Gigi il testo del duetto D’Alessio/Tatangelo “Sarai” dove suona anche la chitarra con il suo stile inconfondibile, stile che ritroviamo in “Addo’ so’ nnato ajere”, una passeggiata tra i ricordi di Gigi adolescente che sentiva nelle strade del suo quartiere le canzoni di Daniele diffondersi nell’aria: una sorta di dedica che Pino mostra di gradire molto partecipando, oltre che da musicista, come cantante “firmando” nel brano una preziosa sottolineatura vocale. Ancora una volta da tappeto rosso i nomi dei musicisti: Neil Stubenhaus (già con Barbra Streisand), John Robinson (Madonna e Clapton tra gli altri), Michael Thompson (Faith Hill, Celine Dion, nelle produzioni di D’Alessio dai tempi di “Uno come te” ), la London Symphony Orchestra, Maurizio Pica, Alfredo Golino, Maurizio Fiordiliso, Rosario Jermano, Roberto D’Aquino. Produttore artistico come sempre Adriano Pennino, affiancato nei missaggi da Roberto Rosu e dallo special guest Humberto Gatica, altra “mano” di livello mondiale.

2009.

Il 18 settembre esce il nuovo album “6 come Sei” (GGD/Sony Music), un ep che contiene 6 brani inediti al prezzo speciale di 10,90 €, un’innovativa operazione discografica scelta e voluta da Gigi stesso con l’obiettivo principale di contenere il prezzo. Il 6 novembre Gigi D’Alessio parte dal Palalottomatica di Roma con una nuova, lunghissima tournée che tra novembre e dicembre tocca molte città italiane. L’organizzazione del tour è curata da Live Nation Italia e la produzione da GGD Productions.

2010.

Da gennaio Gigi è testimonial della campagna contro il bullismo promossa dal Comune di Roma che avrà il suo culmine con il grande concerto 21 settembre allo Stadio Olimpico.

Il 4 e l’11 marzo D’Alessio è protagonista di “Gigi, questo sono io”, due grandi prime serate in diretta su Raiuno che hanno ottenuto grande successo di pubblico e di critica, conquistandosi sempre la leadership dei programmi più visti in tv.

L’8 giugno è uscito il sequel di “6 come sei”, intitolato “Semplicemente sei” e anticipato nelle radio dal singolo “Vita”, dedicata all’ultimo nato in casa D’Alessio, Andrea.
Dal 12 giugno è ripartito “Gigi D’Alessio, Questo sono io World Tour 2010” organizzato da F & P Group e prodotto dalla GGD Srl, un nuovo tour negli stadi italiani che in autunno proseguirà nei palasport di tutto il mondo.

www.gigidalessio.com

httpv://youtu.be/PF4d_7M1nfc

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