Nell’ambito del terzo seminario annuale dedicato all’Eurovision Song Contest, si è svolto lunedì 14 settembre a Berlino, un workshop sulle buone pratiche che possono portare ad avere successo nel concorso musicale più importante d’Europa.
L’evento, che fa parte dell’EUROVISION Creative Forum che celebra i migliori contenuti media di servizio pubblico di tutto il mondo, ha riunito produttori televisivi e dirigenti provenienti da 20 Paesi membri dell’European Broadcasting Union, per approfondire il concorso che nel 2015 ha festeggiato il suo 60° anniversario.
Accogliendo i delegati, il Dirigente Responsabile del Concorso Jon Ola Sand si è detto orgoglioso del livello delle canzoni che hanno partecipato alla manifestazione di quest’anno a Vienna: “La qualità dei brani è aumentata molto negli ultimi anni. È importante per l’EBU e le emittenti partecipanti che si abbia un elevato standard di partecipanti. È inoltre importante per la percezione che ha il pubblico dello show.”
La discussione “Come raggiungere il lato sinistro dello scoreboard” ha riguardato la migliori pratiche e la migliore visione creativa utili per ottenre un buon risultato all’Eurovision Song Contest.
Leslie Cable della TV belga di lingua francese RTBF ha detto che scegliere il proprio cantante dal talent show The Voice ha portato al successo il Belgio, con un 12° posto per Roberto Bellarosa nel 2013 e un 4° per Loïc Nottet nel 2015: “Il presentatore di The Voice è anche il nostro commentatore e legando i due spettacoli e lavorando con grandi case discografiche abbiamo trovato una formula che funziona. Loïc Nottet è riuscito ad arrivare ai primi posti delle classifiche di 20 paesi. I buoni risultati ottenuti ora significano che abbiamo un intero paese che ci supporta e che l’Eurovision non sia visto dal pubblico come qualcosa di superato, ma anzi qualcosa da rivedere l’anno prossimo.”
Per l’Italia e per la RAI era presente il nostro capo delegazione, Nicola Caligiore, figura determinante nel riportare l’Italia nel Concorso nel 2011. Da quell’anno, il nostro Paese ha ottenuto 4 Top Ten grazie a canzoni e ad artisti che hanno partecipato al Festival di Sanremo, che è stato l’ispirazione per l’Eurovision Song Contest nel 1956:
“Sanremo è l’evento più grande per la musica in Italia, con uno share del 50%. Per questo Festival c’è un enorme battage pubblicitario con 15 milioni di telespettatori ogni sera.”, ha affermato Caligiore, che ha poi aggiunto: “La canzone vincitrice è in parte scelta dal pubblico e questo ha un fascino tradizionale. in un certo senso è molto adatto a uno spettacolo come l’Eurovision Song Contest. Siamo in grado di partecipare All’Eurovision con il sostegno del pubblico italiano. Ogni anno abbiamo proposto sempre più importanti. Le case discografiche ora vedono la partecipazione all’Eurovision come un luogo in cui si è orgogliosi di essere.”
L’importanza di lavorare con le case discografiche è stata ripresa da Tania Friis della Universal Music Danimarca, che ha detto che una delle cose più importanti per la loro etichetta è avere il sostegno delle emittenti: “La cooperazione è molto importante. Per poter presentare gli artisti migliori l’emittente deve garantire una piattaforma per loro, dopo l’evento – come passare il loro prossimo brano in radio e dare la possibilità di esibirsi in televisione – per contribuire a garantire la longevità dell’artista.”
Presente anche la TV svedese SVT nella persona di Christer Björkman, uno dei produttori che si occuperanno del 61° Eurovision Song Contest. Björkman ha parlato della selezione della Svezia. il famoso Melodifestivalen che ha permesso al suo paese di ottenere 7 Top Five negli ultimi 13 anni, di cui 2 vittorie: “L’obiettivo è quello di avere tutta la famiglia riunita per creare un fenomeno sociale come il Natale con canzoni per tutti. Prendiamo il meglio che possiamo trovare in qualsiasi genere dal rock al pop alle ballate. La buona TV è quella che ha una buona narrazione; diamo al pubblico una soap opera lunga 6 settimane. I media si avvicinano agli artisti, raccontando buone storie e creare fermento intorno alla manifestazione, portando il pubblico più vicino all’evento.
Björkman ha anche parlato dei preparativi per il prossimo Eurovision: “Vogliamo fare una dichiarazione e migliorare la produzione dello spettacolo. Dobbiamo guardare a ciò che sta accadendo in Europa in questo momento e ci sono sfide enormi quando si tratta di spendere. Questo è uno spettacolo che unisce l’Europa e noi abbiamo la responsabilità di garantire che tutti possano partecipare.”
Per l’Australia, che ha partecipato per la prima volta questo anno a Vienna, era presente Paul Clarke della SBS che ha condiviso l’esperienza del suo Paese nella manifestazione in cui Guy Sebastian si è classificato quinto: “Abbiamo imparato che questa è la migliore comunità di produttori musicali e di pubblico di tutto il mondo e siamo stati davvero grati nel prendervi parte. Da noi in Australia l’interesse per l’Eurovision è cresciuto enormemente e volevamo offrire qualcosa di autentico, quindi abbiamo scelto un grande artista. Se ci dovessero invitare di nuovo ci piacerebbe presentare qualcosa di ancora più grande, sognare in grande, lo spettacolo è così grande.”
In conclusione il Supervisore dell’Eurovision Song Contest, Sietse Bakker ha detto ai delegati che ci sono sicuramente gli ingredienti per avere successo ed è importante che le emittenti siano dove il pubblico è.
Foto: EBU
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