Avrebbe dovuto rappresentare San Marino all’Eurovision Song Contest 2020 con l’energico brano “Freaky”. Si tratta, naturalmente di Senhit che abbiamo raggiunto telefonicamente, per farci raccontare come si stava preparando per Rotterdam.

L’intervista a Senhit parte, chiedendole che cosa ci saremmo dovuti aspettare dalla sua partecipazione di quest’anno, rispetto a quella del 2011, quando rappresentò San Marino con il brano “Stand by”.

Tante belle novità! Nel 2011, quando mi è stato proposto di partecipare al concorso, l’Eurovision, era un evento che sinceramente conoscevo poco e in maniera superficiale. Invece, quando mi sono trovata a Düsseldorf, a dover gareggiare per San Marino, un piccolo stato, ma forte e grintoso, in mezzo a tutti gli altri grandi stati, ho vissuto una bellissima e sorprendente avventura. Quando è finita ho subito pensato: “La devo ripetere perché è stata troppo bella!”

Ho voluto aspettare un po’ perché nel frattempo sono cresciuta artisticamente e ho trovato la mia direzione musicale, un team eccezionale e, infine, ho ritrovato San Marino che mi ha richiamato per questa nuova avventura. Ora ero pronta, perché adesso avrei avuto tutte le carte in regola per riuscire a fare una bellissima esibizione e a godermi appieno questa avventura.

Le ricordiamo che nel 2011, anche per noi era una specie di debutto. Infatti la RAI e l’Italia tornava in gara, dopo anni di assenza, con Raphael Gualazzi. Le chiediamo, quindi, se conserva un bel ricordo di quell’edizione.

Assolutamente sì, è stata un’esperienza super positiva. Ho un ricordo vivissimo e molto bello. Io sono stata molto fortunata a parteciparvi. È una situazione enorme, gigante in cui ho conosciuto un sacco di persone con cui poi, negli anni, ho mantenuto i rapporti anche all’estero. Persone che mi hanno seguito nel mio percorso musicale. Effettivamente un’esperienza stupenda! Anche Raphael per me è stata una bella scoperta. Ci siamo visti e incontrati nei vari eventi legati all’Eurovision in giro per l’Europa.

Purtroppo, però, quest’anno l’ESC è stato cancellato:

La situazione, in effetti, è difficile. Era forse inevitabile arrivare a fare questa scelta, per la salute di tutti. Però andiamo avanti sperando che la musica abbatta le frontiere, senza, naturalmente, sottovalutare l’argomento che è molto delicato. Sarebbe stato un bel messaggio perché quale evento migliore dell’Eurovision, in cui partecipano molti Stati, può davvero lanciare un messaggio di grande speranza, perseveranza e anche di allegria. Io ho continuato a sperare, ad andare avanti a lavorare su quella che sarebbe stata l’esibizione per la quale avrei voluto scioccarvi! 

Ma che cosa avremmo visto sul palco dell’Ahoy Arena. L’esibizione era ispirata al video diretto da Luca Tommassini?

Abbiamo cercato di fare un lavoro omogeneo che è partito dallo studio dell’immagine, passando dal video fino alla scelta della canzone che ha vinto la digital battle, “Freaky”. Sono legata anche a “Obssessed”, ma adesso posso dirlo… “Freaky” era la mia preferita, perché è giocosa e ci siamo divertiti con Luca Tommassini, il direttore creativo di tutto il progetto.

Quando San Marino mi ha chiamato, ho chiesto la possibilità di avere Luca come direttore, perché avevo già lavorato con lui e secondo me poteva essere idoneo per un evento del genere. Lui ha sposato la causa, conosce l’Eurovision, anche se non l’ha mai fatto e, quindi, avevamo deciso di lavorarci insieme. Con Luca volevamo creare 3 minuti di grande spettacolo, pieno di colori e di allegria, in cui mi sarei espressa come artista a tutto tondo: avrei ballato, cantato e ci sarebbero stati tanti effetti speciali.Un pot-pourri di tante belle cose… ma non posso raccontarti troppo, perché nei prossimi giorni vi svelerò la coreografia di “Freaky” che avreste visto a Rotterdam.

La nostra chiacchierata continua e chiediamo a Senhit, se dopo Düsseldorf abbia avuto modo di continuare a seguire l’Eurovision Song Contest.

Sì certo, l’ho visto crescere, è un evento sempre più grande, palchi più imponenti ed edizioni più opulente. È cresciuto anche l’interesse da parte del pubblico che lo guarda. Se in Italia prima veniva visto con un occhio aperto e un occhio chiuso, ora mi accorgo che, così come si aspetta il Festival di Sanremo, ora si aspetta anche l’Eurovision. Da parte mia c’è molto interesse perché mi ha dato la possibilità di creare tante connection e mi piace anche l’idea di condividere questo evento, attraverso gruppi di ascolto, sparsi anche per l’Europa, utilizzando le tecnologie.

Passiamo, quindi, a parlare di Diodato, che avrebbe dovuto rappresentare l’Italia con il brano “Fai rumore”. Le chiediamo cosa pensa di lui e della sua canzone e la sua risposta non può che renderci felici!

Mi piace molto, l’ho votato e ho sperato sino all’ultimo che Antonio vincesse il Festival. La canzone è bellissima e lui è una persona deliziosa. Ho avuto modo di incontralo in qualche evento ed è una persona che a pelle mi sembra molto carina. E poi siamo simili perché entrambi distribuiti da piccole etichette, Carosello per Diodato, e Panini per me. Abbiamo entrambi lo stesso sogno, la stessa fame di esibirci e di mostrare effettivamente il nostro talento. Sono davvero felice per Diodato, e la sua vittoria di Sanremo è meritatissima. Speravo potesse vivere al mille per cento l’esperienza dell’Eurovision come è successo a me nel 2011 e avrei voluto incontrarlo e divertirci perché l’Eurovision è anche divertimento.

Chi l’ha vissuta la descrive come una sorta di bolla piena di aria di festa, in cui la competizione passa quasi in secondo piano:

Sì assolutamente! Oltre alla gara c’è un contorno gioioso e si respira musica bellissima, che permette di abbattere ogni frontiera, ogni lingua… un’esperienza fantastica! In questa bolla ci sarei stata dentro nuovamente ed ero pronta, preparata con tanto entusiasmo. Con il pezzo giusto, la squadra giusta e il paese giusto… San Marino per me è uno stato importantissimo! 

Il discorso ora vira sul nostro Festival di Sanremo e chiediamo a Senhit se abbia mai pensato di parteciparvi.

È capitato di pensarci, ma non ho mai trovato la canzone giusta. Anche Sanremo, come l’Eurovision, negli anni è cambiato: ci sono canzoni più pop e sempre meno dallo stile tipicamente melodico italiano, però non ero pronta per il festival. Ho lavorato tanto in campo internazionale, ho voluto tornare a cantare in italiano, ma il mio genere musicale era terribilmente poco sanremese. È un progetto che ho messo in stand by e poi chissà…

Infine le chiediamo quali sono i suoi progetti futuri:

Ci sarà un EP con le canzoni uscite poco prima di “Freaky”, tra cui “Dark Room” e la sua versione inglese “Heart Ache”, Obsessed, anche questo nelle due versioni in inglese e italiano, e altri brani a cui sto lavorando. Mi piacerebbe poi partire con un bel tour, magari in giro per l’Europa.

Il tempo a nostra disposizione, purtroppo, è terminato e l’intervista a Senhit si chiude con i nostri ringraziamenti per la sua disponibilità e gentilezza. Naturalmente noi avremmo tifato anche per lei e avremmo voluta vederla in Finale… chissà… magari nel 2021?

Foto: © SMRTV

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