Si è conclusa la seconda giornata di prove dell’Eurovision Song Contest 2026. Dopo il debutto di ieri, il palcoscenico viennese ha ospitato oggi le restanti otto delegazioni della prima semifinale.
Le sessioni si sono svolte rigorosamente a porte chiuse, lontano dagli occhi del pubblico e della stampa: l’unico modo per seguire l’evoluzione dei lavori è stato affidarsi al Live Blog sul subreddit ufficiale della manifestazione, che ha offerto aggiornamenti in tempo reale su quanto è accaduto nel backstage.
Montenegro
L’apertura della seconda giornata di prove alla Wiener Stadthalle è stata affidata a Tamara Živković, che porta sul palco una proposta di forte impatto scenico. Il brano Nova Zora viene presentato attraverso una performance, divisa in tre atti segnalati da numeri romani sui maxischermi.
Sotto il profilo dei costumi, la scelta è orientata verso tonalità dark: un corsetto impreziosito da gemme nere e un vistoso colletto a gorgiera nero, completato da un make-up d’impatto con labbra anch’esse molto scure. Il contrasto visivo è garantito dalle quattro ballerine che la affiancano, le quali sfoggiano colletti bianchi su outfit total black.
Dopo un incipit a terra, la performance esplode in una coreografia estremamente complessa. La transizione tra i vari atti vede il corpo di ballo muoversi tra formazioni asimmetriche e momenti di sincronia millimetrica, mantenendo una tensione costante che riflette il crescendo della composizione.
Per quanto riguarda luci e grafiche, la delegazione montenegrina ha optato per una palette cromatica cupa dominata da tonalità rosso sangue e blu profondo. L’uso dei LED wall è aggressivo, con proiezioni di fenomeni naturali violenti come fulmini e colate di lava, che sottolineano il carattere drammatico della “nuova alba” evocata dal titolo.
Estonia
La seconda sessione della mattinata segna il ritorno su un palco eurovisivo delle Vanilla Ninja (già rappresentanti di Svizzera 2005) con il brano Too Epic To Be True. Per la rassegna di Vienna, il pezzo vincitore dell’Eesti Laul è stato presentato in una versione rinnovata, caratterizzata da un arrangiamento più rock rispetto alla versione originale.
Le tre componenti sfoggiano outfit in tonalità “bianco vaniglia”, riadattati in occasione del palco internazionale. La performance evidenzia un uso sapiente dello spazio scenico e un orientamento al coinvolgimento del pubblico in arena.
La regia si concentra sulla dinamicità del gruppo, specialmente durante il bridge strumentale, concepito come un momento di interazione diretta con chi sarà presente in arena. Il climax tecnico dell’esibizione viene raggiunto nel finale, dove vediamo l’impiego di un imponente comparto pirotecnico per sottolineare la chiusura del brano.
Israele
La messa in scena di Noam Bettan punta con sull’impatto visivo e scenografico. L’elemento centrale della performance è un’imponente struttura a forma di diamante con pareti esterne ed interne specchiate, posizionata al centro del palco, al cui interno inizia l’esecuzione del brano Michelle.
Il lavoro di regia è studiato per creare un duplice effetto: se per il pubblico in arena la struttura appare come un solido geometrico isolato, per gli spettatori da casa l’uso delle superfici riflettenti interne genera l’illusione ottica di una camera di cristallo infinita. Coerentemente l’outfit di Bettan — composto da giacca e pantaloni di pelle nera abbinati a una camicia in seta — è stato studiato appositamente per reagire ai giochi di luce e ai riflessi generati dalla scenografia.
L’azione si sposta rapidamente verso il proscenio quando l’artista viene guidato fuori dalla struttura a diamante da una ballerina solista, alla quale si unisce successivamente un corpo di ballo composto da altri quattro elementi. I costumi dei ballerini sono delle tute in pelle bicolore crema e bordeaux. La coreografia si concentra su formazioni ravvicinate e su complessi movimenti coordinati delle mani, mantenendo il focus costante sulla figura di Bettan.
Belgio
ESSYLA punta su un’estetica glaciale per la performance del brano Dancing on the Ice, che viene introdotto da un’inquadratura d’apertura studiata per valorizzare la componente eterea dell’artista, enfatizzata dall’uso della macchina del vento che agita un imponente mantello in tessuto semitrasparente. L’effetto visivo del mantello, che richiama una lastra di ghiaccio, domina la prima parte dell’esibizione prima di essere rimosso dai quattro ballerini.
L’outfit è total white in pelle stringata caratterizzato da un’armatura decorata con cristalli acuminati e da uno stivale e una scarpa argentata. Tale scelta amplifica l’immagine di “Regina del Ghiaccio” scelta dalla delegazione belga per questa edizione.
La produzione ha optato per una narrazione basata sul contrasto tra gli elementi, mettendo in scena un duello visivo tra fuoco e ghiaccio. L’impiego del pavimento LED wall, che simula la rottura di una superficie cristallina sotto i piedi dei performer, viene ulteriormente arricchito dall’uso della macchina della neve. Quest’ultima, testata durante la terza prova prova, avvolge l’artista in una nevicata artificiale.
Lituania
Il Paese presenta una delle proposte più originali e stratificate viste finora alla Wiener Stadthalle. Con il brano Sólo Quiero Más, l’artista Lion Ceccah mette in scena un tributo estetico all’età dell’oro del cinema.
La prova ha svelato un doppio outfit che spazia da un voluminoso mantello con cappuccio a un completo sartoriale dalle linee gotiche e “spigolose”, completato dal make-up argentato già visto nella selezione nazionale.
A metà esibizione, la performance vira verso il genere “high camp”, utilizzando sottotitoli in inglese per sottolineare un momento di rottura drammatica. Questo passaggio è enfatizzato da una transizione cromatica dei LED wall che trasforma l’immagine in bianco e nero, preludio a un “reveal” finale che chiude l’esibizione in modo cinematografico.
San Marino
Si rimanda al nostro articolo dedicato.
Polonia
Dopo la cancellazione dell’edizione 2020, ALICJA approda a finalmente all’ESC e quest’anno a Vienna presenta il brano Pray. La performance è completamente rivoluzionata rispetto a quella mostrata durante la selezione nazionale di marzo. Se l’abbigliamento dell’artista è rimasto fedele all’originale, tutto il resto è stato ripensato.
Il fulcro della messa in scena è un oggetto di scena monumentale che domina il centro del palco. Sebbene la delegazione mantenga il riserbo sui dettagli, è la dinamica tra l’artista, i quattro ballerini e questa struttura a definire l’identità della performance. La regia si distingue per un uso sofisticato dei chiaroscuri, sfruttando i movimenti coreografici per creare giochi di luce e ombre. Particolarmente riuscita è l’introduzione solista dalle tinte gospel, durante la quale la telecamera indugia su inquadrature intime e ravvicinate.
I ballerini indossano un outfit classico e di estrema eleganza: camicie bianche scintillanti e pantaloni neri a vita alta con gamba larga con una fascia da smoking.
Serbia
Quella dei LAVINA è una delle proposte più aggressive e visivamente imponenti di questo Eurovision 2026. Pur mantenendo lo spirito della vittoria nazionale alla selezione nazionale PZE, la messa in scena di Kraj Mene ha subito un’importante evoluzione in termini di scala e impatto scenico.
I costumi hanno raggiunto livelli monumentali: il solista Luka si presenta con un mantello nero bordato di pelliccia e un’armatura metallica sulle spalle talmente massiccia da alloggiare due spade. Questo outfit, viene rimosso durante l’esibizione per permettere all’artista maggiore agilità. La spada utilizzata come asta del microfono è stata riprogettata: ora appare più imponente, conficcata in una struttura rocciosa.
La performance gioca molto sulla gestualità teatrale di Luka. L’inizio dell’esibizione lo vede accasciato a terra, per poi rialzarsi in un crescendo di tensione sottolineato da inquadrature ravvicinate sulle unghie-artiglio, ora più lunghe, che invitano la telecamera a seguirlo attraverso l’oscurità del palco.
Non poteva mancare un uso massiccio e viscerale della pirotecnica. Durante il primo “growl” di Luka, il palco è stato investito da getti di fuoco talmente potenti da far percepire il calore fino alle postazioni stampa nell’arena.
Con la potente performance della Serbia cala il sipario su questa seconda giornata di prove alla Wiener Stadthalle.
Per non perdere nemmeno un istante del dietro le quinte, vi invitiamo a monitorare i profili social ufficiali della manifestazione su Instagram e Facebook. Sono in corso di pubblicazione dei video-saluti degli artisti, registrati direttamente nel backstage subito dopo le loro esibizioni. Per quanto riguarda invece le gallery fotografiche con alcuni scatti ufficiali (i cosiddetti “First Look”) saranno disponibili a partire da domani mattina.
Le prove riprenderanno domani mattina con la prima metà dei Paesi impegnati nella seconda semifinale.
Immagine in evidenza EBU/ORF



