Dopo i primi verdetti, la Wiener Stadthalle torna a illuminarsi per la Jury Rehearsal della Seconda Semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026. Si tratta di una serata fondamentale: non è solo una prova generale, ma il momento in cui le giurie nazionali di mezza Europa (più quelle di Austria, Francia e Regno Unito) assegnano i propri voti.
Lo show si aprirà con un riassunto della Prima Semifinale e poi i padroni di casa Victoria Swarovski e Michael Ostrowski, che saliranno sul palco sulle note di “Wasted Love”, il brano con cui il controtenore JJ ha riportato il microfono di cristallo in Austria lo scorso anno a Basilea. Tuttavia, quella che inizia come una classica celebrazione istituzionale si trasforma rapidamente in una performance “fuori controllo”.
Al termine dell’esibizione i conduttori tornano in scena, non proprio “in formissima”, per introdurre la serata.
01. Bulgaria: DARA – “Bangaranga”
Si punta su un brano che sa di già sentito, ricalcando formule eurovisive collaudate. La messa in scena si ispira al rito dei Kukeri, l’antica tradizione bulgara per scacciare gli spiriti maligni. DARA veste i panni di una sacerdotessa pop moderna, guidando un corpo di ballo dai movimenti ipnotici. Funzione bene come apertura di serata, ma convincerà più il pubblico da casa che le giurie.
02. Azerbaigian: JIVA – “Just Go”
La strada scelta è quella del classicismo con una ballad dal sapore “antico” che, pur nella sua eleganza, rischia di faticare a lasciare il segno sull’ascoltatore. La performance di JIVA punta tutto sul dramma di un amor finito, immersa in una scenografia di drappeggi e tessuti bianchi che fluttuano. Nel finale JIVA ha qualche problema nel restare a tempo.
03. Romania: Alexandra Căpitănescu – “Choke Me”
Un rientro in grande stile per questo Paese, che punta su un potente brano rock con alcune sfumature liriche. Il concept della performance è una potente metafora basata sul “respiro” e la messa in scena è una sorta di lotta fisica tra l’artista e i suoi pensieri interiori rappresentati da cavi luminosi. Una proposta solida, grintosa e visivamente distintiva. Vocalmente ineccepibile, Alexandra Căpitănescu non avrà problemi a conquistare le giurie stasera e il televoto domani sera.
04. Lussemburgo: Eva Marija – “Mother Nature”
Dal suo ritorno in gara nel 2024, questa è la proposta che appare meno incisiva dal punto di vista musicale, cercando però di compensare con una messa in scena che è un vero inno alla vita. Il palco si trasforma in un ambiente fatato dove Eva Marija agisce proprio come “Madre Natura” grazie a un uso massiccio di realtà aumentata e grafiche interattive. A livello vocale molto incerta, così come la possibilità che arrivi in Finale.
05. Cechia: Daniel Zizka – “Crossroads”
La Cechia propone uno dei brani più complessi e sofisticati dell’anno: un pezzo di non facile ascolto che ha tutte le carte per incantare le giurie, ma meno il pubblico. Daniel Zizka domina il palco con una precisione vocale impeccabile. Il concept visivo è un sofisticato gioco di illusioni ottiche, che nascono da delle strutture specchiate mobili e che moltiplicano l’immagine dell’artista.
FUORI GARA. Francia: Monroe – “Regarde !”
La Francia punta tutto sulle eccezionali doti vocali di Monroe, ma la scelta del brano lascia più di un dubbio: il mix tra pop e lirica appare poco convincente per chi scrive e, soprattutto, rischia di soffrire il confronto diretto con la vittoria austriaca dell’anno precedente, che cavalcava lo stesso stile. La messa in scena è sui toni del bianco e vede la cantante muoversi lungo la passerella eseguendo dei movimenti coreografici insieme ai suoi ballerini. Una prova di forza vocale innegabile, che però potrebbe scontrarsi con un senso di “già visto”.
06. Armenia: SIMÓN – “Paloma Rumba”
Anche in questo caso la proposta ricalca cliché eurovisivi già ampiamente esplorati. La performance di SIMÓN è ambientata in un ufficio surreale, con l’azione che parte dentro a un ascensore per poi spostarsi al centro del palco e infine sulla passerella, per mettere in scena un caotico “licenziamento collettivo”. Difficile rivederlo sabato sera.
07. Svizzera: Veronica Fusaro – “Alice”
La Svizzera alza l’asticella della competizione con una proposta di altissima qualità e spessore emotivo. Veronica Fusaro mette in scena una narrazione simbolica sul tema della violenza domestica, utilizzando la corda come metafora di oppressione. Una struttura cubica funge da gabbia, rappresentando i vincoli invisibili che intrappolano le vittime. Canta benissimo e la Finale sarebbe meritatissima.
08. Cipro: Antigoni – “Jalla”
Cipro torna a occupare il suo slot tipico con una proposta che, pur cambiando interprete, ricalca fedelmente la formula delle sue proposte degli anni passati. Antigoni deve aver dimenticato la voce a Nicosia e canta davvero male. Tutta la coreografia si svolge su un tavolo mastodontico posizionato al centro del palco. Secondo chi scrive non meriterebbe il passaggio in Finale.
FUORI GARA. Austria: COSMÓ –“Tanzschein”
L’approccio del paese ospitante è chiaramente disimpegnato, mettendo in scena quello che appare come un “caos organizzato” che deve solo divertire e non certo di bissare il successo dello scorso anno. A rendere la performance di COSMÓ ancora più surreale è il corpo di ballo, che indossa maschere di animali argentate a specchio.
09. Lettonia: Atvara – “Ēnā”
La proposta è di altissima qualità, sorretta da una Atvara vocalmente ineccepibile, che le giurie dovrebbero gradire. L’esibizione è un trionfo di bianco e nero: il palco è immerso nell’oscurità, fatta eccezione per una pedana trapezoidale dove viene proiettata l’ombra della cantante da adulta e da bambina, che si muove in sincrono con lei. L’elemento visivo dominante è la suggestiva pioggia di frammenti di vetro che avvolge l’artista.
10. Danimarca: Søren Torpegaard Lund – “Før Vi Går Hjem”
La Danimarca presenta un prodotto tipicamente “eurovisivo” che, pur non brillando per originalità, trova forza in Søren Torpegaard Lund, performer carismatico e atleticamente impressionante. La messa in scena ruota attorno a una grande teca di vetro a forma di cubo. Vocalmente non perfetto, ma
11. Australia: Delta Goodrem – “Eclipse”
L’Australia cala l’asso schierando una vera diva dalla carriera trentennale, Delta Goodrem. Sebbene il brano risulti musicalmente datato, la caratura dell’artista è indiscutibile e il suo “mestiere” riempie la scena. La performance si basa chiaramente sul tema celestiale e inizia al centro di un tappeto di nuvole, incorniciata da una struttura a doppia falce di luna. per poi continuare al pianoforte sulla passerella su cui, nel finale viene innalzata. Una prova di classe pura con un grande impatto visivo.
12. Ucraina: LELÉKA – “Ridnym”
Questo Paese si conferma una garanzia di qualità con un brano pregevole che, pur non essendo immediato al primo ascolto, consolida la sensazione che il Paese non mancherà l’appuntamento con la finale nemmeno quest’anno. LELÉKA porta in scena una narrazione teatrale tra lunghi teli di stoffa, profondamente legata alle radici ucraine, anche grazie alla presenza della bandura (strumento tradizionale).
FUORI GARA. Regno Unito: LOOK MUM NO COMPUTER –“Eins, zwei, drei”
Il Regno Unito propone un numero decisamente originale e fuori dagli schemi, anche se la scelta fa storcere il naso a chi si aspetta ogni anno da questo Paese una proposta all’altezza della sua storia musicale. Il palco della Stadthalle viene trasformato in un gigantesco laboratorio di elettronica vintage, dominato da un imponente sintetizzatore modulare straripante di cavi, leve e monitor analogici. Ad accompagnarlo, un corpo di ballo in tute da lavoro con vecchi monitor di computer al posto delle teste.
13. Albania: Alis – “Nën”
Proposta musicale non facilissima e forse priva di forza competitiva, che punta su un tema classico e universale come l’amore per la madre, che potrebbe permettergli il passaggio in finale. L’esibizione fa leva sulla commozione, proiettando sui grandi LED wall il volto in primo piano della madre (o di una figurante che la interpreta) che veglia simbolicamente sull’artista e che nel finale arriva sul palco. Vengono utilizzati i sottotitoli in inglese a schermo (come lo scorso anno con Lucio Corsi), per garantire che il messaggio arrivi al pubblico internazionale.
14. Malta: AIDAN – “Bella”
Si punta sulla classicità con una ballata romantica, ma oggettivamente “noiosa”. L’esibizione si svolge all’interno di una struttura che dovrebbe ricordare uno zootropio in cui a metà brano viene proiettata l’immagine di una donna che sembra danzare intorno ad AIDAN. Nel finale l’artista sembra ruotare su se stesso mentre canta guardando dritto in camera. Forse un po’ poco per convincere le giurie di stasera e il pubblico domani sera.
15. Norvegia: JONAS LOVV – “YA YA YA”
La Norvegia propone un brano estremamente coinvolgente che conquista per la sua energia immediata. L’esibizione, tutta sui toni del rosso, vede JONAS LOVV muoversi sul palco con i LED wall che proiettano scritte lampeggianti come “YA YA YA” e “SELF CONTROL”. La coreografia che vedremo domani sera in diretta è stata modificata su richiesta dell’EBU, perché quella originale è stata giudicata troppo sensuale. La sensazione è che il risultato atteso dovesse essere un altro.
In attesa dei risultati vedremo i due conduttori esibirsi nel brano “I’m So Excited” di The Pointer Sisters. In seguito JJ il vincitore uscente che lancerà il suo nuovo singolo “Unknown”.
Da segnalare diverse pause tra un’esibizione e l’altra dovute alla preparazione di alcuni staging, tra un’esibizione e l’altra.



